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Storie mondiali: Martin, il bronzo albanese

09/09/14

9 settembre 2014 – La medaglia della rinascita, l’ultima a livello individuale per un azzurro seniores in campo mondiale. Tra l’oro di Marco De Gasperi ad Ovronnaz 2007 e questo bronzo di Martin Dematteis, gli azzurri non erano più riusciti, al maschile, ad issarsi su uno dei tre gradini del podio. Segno forse anche dei tempi che cambiano, segni che da Tirana 2011 si sarebbero poi confermati nuovamente. Ecco perché, ancor più, quella medaglia ha sapore importante. Una medaglia nata anche in modo convulso, come meglio si potrà ricordare leggendo questo terzo pezzo pre-Mondiale di Giovanni Viel. Un modo per rivivere anche l’incredibile doppietta targata USA, proprio nel”anniversario dell’11 settembre: Max King e Kasie Enmann, certo non carneadi e non meteore, ma a così alto livello non più rivisti negli anni a venire sulle distanze classiche della corsa in montagna.

Kasie Enmann in trionfo

Kasie Enmann in trionfo

27. MONDIALE di corsa in montagna

Tirana (Albania), 10-11 settembre 2011

Martin, il  bronzo albanese

L’Italia torna dal Mondiale di corsa in montagna, ospitato in Albania, con due ori per Nazioni e due bronzi, uno individuale (grazie al campione italiano Martin Dematteis) ed un altro a squadre, con gli juniores.

È un’Italia che si presenta sul tracciato della capitale Tirana con motivazioni importanti, decisa a riprendersi quella leadership internazionale che, da qualche stagione, è divenuto più problematico ribadire, soprattutto per la continua crescita e diffusione di una concorrenza tecnica importante. Infatti, se un tempo gli europei, di fatto, erano praticamente soli, nell’ultimo decennio molte altre realtà continentali (prima l’Oceania con la Nuova Zelanda, poi l’Africa, soprattutto con l’Eritrea ed ora l’America con gli Usa) si sono affacciate ed imposte sullo scenario internazionale.

Però il riuscire, comunque, a confermare un primato internazionale così a lungo, significa che le radici sono ben piantate nella tradizione e che il nostro movimento riesce sempre a farsi trainare da qualche elemento nuovo. Oggi “locomotive” sono i gemelli cuneesi Martin e Bernard Dematteis, e con loro elementi di grande prospettiva come Alex Baldaccini (con questi tre il Cs Esercito si è garantito il futuro per qualche anno…) o di comprovata esperienza come Marco De Gasperi, Emanuele Manzi e Gabriele Abate.

E così tra le donne, dove l’esperta maratoneta Ornella Ferrara è brava a riciclarsi sui sentieri della montagna dopo una gloriosa carriera su strada; qui ‘Italia può, poi, contare sulle qualità di Antonella Confortola e Valentina Belotti e della giovane Alice Gaggi.

Max King verso il successo finale

Max King verso il successo finale

Per gli altri Paesi i ricambi generazionali sono più complicati e, quindi, sperare nello sbocciare di un campione ogni tanto, in grado di regalare un sorriso, può essere sufficiente quanto effimero. Eccezion fatta per la Turchia che, da anni, continua a dominare la scena juniores e, prima o poi, riuscirà a mettere assieme un quartetto in grado di spadroneggiare a livello “assoluto”; oggi, intanto, si gode la grandezza di Ahmet Arslan che, dopo la cinquina europea, a Tirana è andato vicinissimo all’impresa. Impresa che,  tra i seniores, ha solo sfiorato l’Uganda con Thomas Ayeko: in testa a lungo, l’ugandese crolla sfinito a pochi metri dal traguardo, vittima soprattutto del caldo che ha pesantemente condizionato la corsa. Ne ha così approfittato l’americano Max King che, in questa gara, riporta gli Stati Uniti in cima al mondo, a distanza di 24 anni dal trionfo di Lenzerheide di Jay Jhonsson. Argento per il turco Ahmet Arslan e bronzo, meraviglioso, per Martin Dematteis che mette in fila il fratello Bernard ed il “vecchietto” Marco De Gasperi. Coppa del mondo per nazioni vinta, grazie all’apporto di Abate, Manzi e del giovane Baldaccini. Il coach azzurro, Raimondo Balicco, può di nuovo alzare la Coppa, vinta  pure con ampio margine su Turchia e Francia.

Martin Dematteis

Martin Dematteis

Stati Uniti che si ripetono tra le donne con Kasie Enman. L’americana fa suo il duello con la russa Elena Rukhlyada poi, al terzo posto, chiude in rimonta la francese Marie-Laure Dumergues. Quindi, in rapida successione, le altre atlete con le azzurre che completano in fila indiana dal 7° al 9° posto con Ornella Ferrara, Alice Gaggi ed Antonella Confortola (14. Valentina Belotti): quanto basta per vincere anche questa Coppa del mondo.

La Turchia domina le gare degli juniores, anche se la Slovenia vince il titolo individuale femminile con Lea Einfalt, nettamente sulla turca Cesminaz Yilmaz e la campionessa europea, la rumena Ionela Denisa Dragomir. Le italiane: 12. Silvia Zubani, 19. Ilaria Dal Magro mentre la campionessa tricolore, Letizia Titon, schieratasi lo stesso al via nonostante non fosse al top della condizione, si è ritirata.

Imbarazzante la superiorità turca nella prova maschile con Adem Orzug che vince sul colombiano Saul Padua Rodriguez ed il connazionale Murat Orak. L’Italia, però, c’è e piazza al 5. posto il campione tricolore Cesare Maestri; appena più lontani Dylan Titon (13.), Andrea Pellissero (14.) e Marco Barbuscio (37.) per confermare il bronzo per nazioni dello scorso anno. Davvero una bella impresa dei nostri ragazzi.

CLASSIFICHE

Juniores femminile

Individuale – 1. Lea Einfalt (Slo), 20:23; 2, Cesminaz Yilmaz (Tur), 20:36; 3. Denisa Ionela Dragomir (Rou), 20:44; 4. Sevilav Eytemiz (Tur), 21:13; 5. Yasemin Can (Tur), 22:32; 12. Silvia Zubani, 23:01; 19. Ilaria Dal Magro, 23:40.

Nazioni – 1. Turchia, 6 punti; 2. Romania, 11; 3. Sovenia, 14; 4. Australia, 16; 5. Russia, 24; 7. Italia, 31.

Juniores uomini

Individuale – 1. Adem Karagoz (Tur), 37:01; 2. Saul Padua Rodriguez (Col), 37:40; 3. Murat Orak (Tur), 38:05; 4. Cosmin Gabriel Caldaroiu (Rou), 38:18; 5. Cesare Maestri, 38:22; 13. Dylan Titon, 39:39; 14. Andrea Pellissero, 39:47; Marco Barbuscio, 43.03.

Nazioni – 1. Turchia, 12 punti; 2. Polonia, 22; 3. Italia, 32; 4. Romania, 34; 5. Repubblica Ceca, 66.

Seniores donne

Individuale – 1. Kasie Enman (Usa), 40:39; 2. Elena Rukhlyada (Rus), 41:47; 3. Marie-Laure Dumergues (Fra), 42:23; 4. Pavia Schorna (Cze), 42:39; 5. Lizzie Adams (Gbr), 42:43; 6. Mateja Kosovelj (Slo), 42:55; 7. Ornella Ferrara, 43:11; 8. Antonella Confortola, 43,14; 9. Alice Gaggi, 43.19; 10. Emma Clayton (Gbr), 43.22; 14. Valentina Belotti, 44:12.

Nazioni – 1. Italia, 24 punti; 2. Repubblica Ceca, 30; 3. Gran Bretagna, 31; 4. Stati Uniti, 34; 5. Russia, 35.

Seniores uomini

Individuale – 1. Max King (Usa), 52:06; 2. Ahmet Arslan (Tur), 52:41; 3. Martin Dematteis, 52:57; 4. Bernard Dematteis, 54:16; 5. Marco De Gasperi, 54:33; 6. Didier Zago (Fra), 54:50; 7. Ionut Zinca (Rou), 54:52; 8. James Kibet (Uga), 55:09; 9. Adam Kovacs (Hun), 55:22; 10. Julien Rancon (Fra), 55:30; 14.Gabriele Abate, 56:12; 16. Emanuele Manzi, 56:47; 24. Alex Baldaccini, 58:44.

Nazioni – 1. Italia, 26 punti; 2. Turchia, 65; 3, Francia, 77; 4. Stati Uniti, 112; 5. Portogallo, 119.

 

 

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