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Dennis Brunod

22/05/07

Dallo sci alpinismo alla corsa in montagna: l’eccletismo del valdostano dell’Esercito

Riposti nell’armadio sci e pelli di foca, l’alpino valdaostano Dennis Brunod è atteso da un’estate che lo vedrà protagonista come corridore del cielo. Giusto il tempo di ricaricare le batterie e, il prossimo 10 giugno, la stella del CS Esercito Courmayeur proverà ad aggiudicarsi il titolo europeo di skyrunning. A pochi giorni dal Mezzalama 2007, lo abbiamo incontrato per scambiare quattro battute sulla kermesse italo – svizzera e per conoscere i suoi prossimi obiettivi. Hai vinto ben 2 edizioni della Skyrace Valmalenco- Valposchiavo (2002-2004) al pari di un mostro sacro della specialità come Ricardo Mejia. Cosa ti piace di questo tracciato? “Mi piace soprattutto l’ultima parte della salita e tutta la discesa, anche se direi che questo non è proprio un percorso ideale alle mie caratteristiche. La Valmalenco – Valposchiavo, nel complesso, é una gara corribile e veloce. Per come sono fatto, preferisco di più il tracciato tecnico. Ciò nonostante questa è una gara nella quale sono sempre andato bene”. Il prossimo 10 giugno la kermesse promossa da Sportiva Lanzada e Sportiva Palù Poschiavo assegnerà il titolo continentale di specialità. Sarà uno dei tuoi obiettivi? “Il mio obbiettivo numero uno è sicuramente  lo scialpinismo. Poi viene lo skyrunning. Ciò non toglie che ogni volta indossi un pettorale, cerco sempre di dare il massimo. Per l’estate non ho grandi obbiettivi. Corro quando ho voglia e scelgo un pò le gare all’ ultimo momento. Così di testa sono più tranquillo”. Anche dopo tali premesse, quali saranno gli avversari da tenere maggiormente in considerazione? “Ricardo Mejia in primis. Anche se non correrà per il titolo continentale, punterà comunque al primo posto assoluto. Solo per citarne alcuni, vedo bene il tedesco Helmut Sciessl e il catalano Roc Augusti. Sicuramente ve ne saranno molti altri, visto l’altissimo livello cui ci ha abituato questa gara”. Hai appena corso il Trofeo Mezzalama 2007. Competizione che chiude una stagione di altissimo livello, ma anche di grandi sforzi fisici. A quante gare hai preso parte durante l’inverno e quanto tempo ora ritieni sia importante  dedicare al riposo, per recuperare completamente in vista dell’estate? “Abbiamo appena concluso una grande stagione, nella quale ho corso 22 gare. Ora, almeno per un mesetto, me ne starò tranquillo. Uno stop ci vuole, sia fisicamente che di testa. Mi serve per poter ritrovare la voglia e la forza di ricominciare. Come ho già detto mi sento principalmente uno scialpinista. Le skyrace estive mi serviranno come stimolo ad allenarmi bene, ma con più tranquillità rispetto all’inverno.” Denis Brunod, scialpinista e skyrunner. Spiegaci come ti prepari per le due specialità e quale ritieni vada allenata maggiormente in modo specifico, pena il rischio di concludere le gare in condizioni fisiche non ottimali? “Vista la mia professione, che è poi anche la mia grande passione, sicuramente lo scialpinismo va preparato al meglio rispetto allo skyrunning. Se in salita questi due sport si possono assomigliare, in  discesa il gesto tecnico cambia completamente. Oltre a questo bisogna saper far bene i cambi pelli, mettere i ramponi e tutte quelle manovre tecniche che  l’attrezzatura scialpinistica richiede. Nello skyrunning si é soli con le proprie scarpette. Il risultato finale dipende solamente dalla propria condizione fisica, mentre nello ski alp il risultato finale può dipendere oltre che dalla condizione fisica anche dall’aver fatto bene i cambi di assetto, dalla rapidità con cui si affrontano le discese, dal non aver rotto materiali o non aver perso le pelli di foca. Per lo ski alp faccio periodi di carico, alternati a fasi di scarico durante tutta l’estate e l’autunno. L’obiettivo è poi arrivare a fine autunno a fare allenamenti più specifici per ritrovare la forma giusta. Come allenamenti faccio bici, corsa, camminate e  skiroll. Un pò di tutto. Per lo skyrunning niente di specifico. Sfrutto questi allenamenti e vado a fare le gare”. Hai iniziato la tua carriera agonistica con lo sci di fondo, disciplina che ti ha aperto le porte del Centro sportivo Esercito di Courmayeur. Cosa ti ha spinto a cambiare specialità per passare definitivamente allo scialpinismo, specialità nella quale in coppia con Reichegger hai vinto tutto quello che si poteva vincere? “Sono entrato nel Centro Sportivo Esercito nel ’96 come fondista. Poi nel 2000 c è stato il passaggio nello scialpinismo e skyrunning. Il motivo? Presto detto. Per poter andare forte nello sci di fondo si doveva aver sempre più forza. La mia struttura fisica (piccolo e magro: 56kg) non mi ha permesso di ottenere buoni risultati. Ho provato lo ski alp e, fin da subito, mi sono trovato bene. Con Manfred Reichegger abbiamo iniziato a scalare le classifiche, rendendoci conto che eravamo portati per questo tipo di sport dove leggerezza e resistenza sono fondamentali”. Qualcuno ti confonde per omonimia nel cognome, pur non avendo alcun grado di parentela, con Bruno Brunod. Altri ti indicano come suo predestinato successore. Tu cosa ne pensi? Quale caratteristica vorresti avere di Bruno, e in cosa ritieni di essere superiore a lui? “I primi anni, molti pensavano che io e Bruno fossimo parenti. Lo skyrunning é proprio stato lui a farmelo scoprire. Con lui che ho iniziato a fare i primi allenamenti e le prime gare. Per me è una persona mitica, unica! Io spero di ottenere ancora grandi soddisfazioni in entrambi le discipline. Poi sarà la gente a giudicare cosa abbiamo fatto nella nostra carriera. Di Bruno ammiro grinta e testardaggine. Caratteristiche che ha sia in gara, ma soprattutto durante gli allenamenti per riuscire ad ottenere ciò che nella sua testa vorrebbe raggiungere. Rispetto a Bruno credo di avere più costanza negli allenamenti”. Obbiettivi stagione skyrunning 2007? “Come ogni anno penso di fare Valposchiavo, 4 Luglio, Alagna, Mezzalama Skyrace, Giir di Mont e altre. Una cosa è certa. Deciderò gara per gara in base a come sto. In queste prove correrò grazie a CS Esercito, La Sportiva e Baroli Sport. Ho dimenticato di dirvi una cosa. La mia terza passione sono i rally. Tra una corsa e l’altra ci sarà qualche gara in macchina per staccare un pò la spina dai soliti sport di pura fatica. In questo caso non corro per l ‘Esercito ma per la scuderia valle d’Aosta Rally Team”.  

Maurizio Torri  

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