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Stafetta mondiale: Italia quasi a medaglia

02/03/13

Team Norge: il sesto oro del fondo è vichingo

Svezia e Russia: argento amaro e bronzo da cardiopalma

Italia quarta infiamma Lago di Tesero. Record di spettatori

Stamattina il Presidente Malagò in visita a Fiemme 2013

  

01 marzo “Norway, Norway, Norway!” questo risuona allo Stadio del Fondo di Lago di Tesero alla fine di una staffetta 4x10km che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Oggi l’unica gara in programma è stata… una gara unica, perché l’energia e l’adrenalina spese in essa non avrebbero potuto sopportare altre emozioni in una calda giornata, anomala per lo sci di fondo, dal cielo blu e un sole che ha reso la neve diversa a seconda dei punti sul percorso e panna montata sollevata dai bastoncini, giornata che ha registrato un record di spettatori, oltre 36.200.

La Norvegia agguanta un altro oro, il sesto di questi Campionati del Mondo di Sci Nordico nelle gare di fondo, per il quale i quattro vichinghi Tord Asle Gjerdalen, Eldar Roenning, Sjur Roethe e Petter Northug hanno sguainato le spade come fossero in una primordiale lotta corpo a corpo.

La gara, scandita da continui cambi nella leadership, è stata decisa nell’ultima frazione, paragonabile ad una partita di risiko dove la strategia e la tattica hanno fatto da padrone. Northug gioca al gatto e al topo in dieci chilometri dove studia attentamente gli avversari, che quasi non si accorgono della “pantera rossa” che se ne sta lì in agguato alle loro spalle pronta a sbranare la preda. Russia, Svezia, Germania, Italia e Finlandia sono lì davanti. Al km 6,6 conduce la Russia davanti a Svizzera ed Italia, con la Finlandia in attacco. Northug allunga così per scherzo, giusto per capire chi potrebbe essere il più forte tra i contendenti al titolo iridato, così al km 8,2 è la Norvegia a condurre.

L’ultima salita si rivela decisiva e qui la lotta si fa scandinava, come se in palio ci fosse la conquista di una nuova fortezza: Northug fa uscire il diavolo che ha in sé indossando la maglia di ferro in un duello con lo svedese Halfvarsson, che non vuole cedere lo scettro di gara ottenuto poco prima. Ma la forza di Northug è incontenibile e quando parte lui non ce n’è più per nessuno: il rettilineo finale si trasforma in una finale dei 100m dove l’anima dello sprinter esce in tutta la sua potenza, portata ancora più al limite dalle migliaia di persone che assiepano le tribune e che accolgono il loro “re”, baluardo di una Norvegia che ancora una volta risulta imbattibile. La Svezia è subito dietro, a 1”2. Alle loro spalle la medaglia di bronzo è un’altra battaglia dove Russia ed Italia combattono all’ultima spinta che porta sul podio i primi e lascia, ad un battito cardiaco, la seconda.

Ma quante emozioni ha fatto vivere l’Italia, in una giornata dove il blu del cielo ha preso vita nelle tute ITA indossate dai quattro alfieri che hanno dato l’anima per un quarto posto che lascia sì forse un po’ di amarezza, ma che fa comunque brillare gli occhi perché con questa posizione l’Italia ha chiaramente urlato che c’è. Dietmar Noeckler parte molto forte e si mette subito nella scia di Richardsson, lo svedese dagli occhiali da fantascienza, e nonostante l’involontaria spallata dell’elvetico Perl (volevano entrambi lo stesso binario) chiude il primo cambio segnando la settima posizione. “Non sono riuscito a staccare gli altri – ha dichiarato il poliziotto altoatesino – perché non avevo la forza necessaria, l’obiettivo era arrivare insieme agli altri e più o meno ce l’ho fatta. Ho fatto tanta fatica nell’ultimo giro, non mi sentivo benissimo ma ho tenuto duro e sono riuscito ad arrivare con il gruppo.”

Tocca poi al “vecchio” in squadra, un Giorgio Di Centa che dà una lezione a tutti i presenti in pista, lui che corre in una frazione per niente facile con “colossi” del calibro di Olsson per la Svezia, il kazaco Poltoranin e l’elvetico Dario Cologna. È proprio con quest’ultimo che si instaura un “corpo a corpo” che porta la Svizzera in momentanea prima posizione davanti all’Italia al secondo cambio. “Eravamo tanto preoccupati per il classico su questa neve molle – ha spiegato – invece tutti hanno fatto un buon lavoro. Siamo un’ottima squadra, abbiamo lavorato umilmente al servizio di tutti, ieri eravamo sereni a qualsiasi risultato e lo siamo ancora tuttora”.

Tocca poi a Roland Clara, che resta nel gruppo di testa prendendone il comando al km 4,9 davanti a Norvegia e Svezia. Il gioco poi è un continuo alternarsi nella leadership di gara. Al terzo cambio l’Italia è quarta a 2”3 dalla Russia, momentanea leader. “Ho provato a tener alto il ritmo durante tutta la gara –  le parole di Clara – Siamo partiti in dieci e alla fine siamo arrivati in quattro. In una salita secca non stacchi nessuno, devi insistere tre/quattro/cinque/sei volte; nella settima si stacca facilmente. Ed è questo che è successo oggi. Più di metà corsa l’ho fatta con la pelle d’oca dall’emozione. Avevo tanta voglia di fare bene e finalmente di far vedere qualcosa”.

David Hofer è in gara con Petter Northug, in una frazione dove il norvegese pare giocare come si diceva a una sorta di nascondino, ma dove i colori azzurri si fanno rispettare (l’Italia è seconda al km 8,2). Hofer resta forse troppo indietro nell’ultima discesa dove il russo Ustiugov “mi è volato davanti prendendo la linea più corta e quella più veloce” ha poi spiegato – Penso che abbiamo dato spettacolo, fino all’ultima salita eravamo tra i primi. Bravissimi anche gli altri frazionisti che hanno dato il massimo ed abbiamo giocato sempre tra le prime posizioni. Io sapevo che la Russia era molto forte in volata, quindi preferivo una gara più tirata perché avevo delle gambe eccezionali.”

Un soffio dal podio che ha fatto esultare anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò, presente oggi sugli spalti di Fiemme 2013, la prima sua uscita ad un evento mondiale. Questa mattina è stato protagonista anche della conferenza stampa che si è svolta al Main Media Center di Cavalese assieme al Presidente del Comitato Organizzatore Fiemme 2013 nonché Assessore al Turismo della Provincia di Trento Tiziano Mellarini, al Presidente del Comitato Esecutivo di Fiemme 2013 Pietro De Godenz e al presidente della FISI Flavio Roda. “Se, dal 1991, è la terza volta che la Val di Fiemme organizza i Mondiali, c’è più di un motivo per essere orgogliosi”.

L’orgoglio c’è, i Mondiali non sono ancora finiti, e le speranze di sicuro non si spengono. Fiemme 2013 si è macchiata d’azzurro, chissà che si tinga anche di uno dei tre metalli preziosi.

Info: www.fiemme2013.com

Relay 4x10km Men

1 NORWAY 1:41:37.2 (GJERDALEN Tord Asle, ROENNING Eldar, ROETHE Sjur, NORTHUG Petter jr.);

2 SWEDEN +1.2 (RICHARDSSON Daniel, OLSSON Johan, HELLNER Marcus, HALFVARSSON Calle);

3 RUSSIA +2.4 (BELOV Evgeniy, VYLEGZHANIN Maxim, LEGKOV Alexander, USTIUGOV Sergey);

4 ITALY +2.6 (NOECKLER Dietmar, DI CENTA Giorgio, CLARA Roland, HOFER David);

5 FINLAND +11.7 (JAUHOJAERVI Sami, NOUSIAINEN Ville, LEHTONEN Lari, HEIKKINEN Matti);

6 SWITZERLAND +13.0 (PERL Curdin, COLOGNA Dario, LIVERS Toni, FISCHER Remo);

7 GERMANY +45.5 (DOTZLER Hannes, ANGERER Tobias, TSCHARNKE Tim, TEICHMANN Axel);

8 JAPAN +54.2 (MIYAZAWA Hiroyuki, YOSHIDA Keishin, NARUSE Nobu, LENTING Akira);

9 FRANCE +55.6 (WIBAULT Mathias, MANIFICAT Maurice, DUVILLARD Robin, PERRILLAT BOITEUX);

10 UNITED STATES OF AMERICA +1:01.4 (NEWELL Andrew, FREEMAN Kris, HOFFMAN Noah, ELLIOTT Tad)

Comunicato newspower.it

Foto: Marica Martinelli

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