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Pertile vicino al personale nonostante il maltempo

05/03/12

Non è arrivato il primato personale, ma la prestazione dà fiducia in vista dei Giochi Olimpici di Londra. Ruggero Pertile ha chiuso al dodicesimo posto la Lake Biwa Marathon di Otsu, in Giappone, tagliando il traguardo dopo 2 ore 10’06”. E’ il suo secondo miglior risultato di sempre sui 42 chilometri e 195 metri, a soli 13” dal 2 ore 09’53” realizzato a Torino 2010, e va valutato anche in rapporto alle cattive
condizioni atmosferiche di una giornata fredda, con 5° di temperatura massima alle 13 locali, pioggia e vento a disturbare gli atleti. Il campione di Assindustria Sport Padova è stato il secondo europeo all’arrivo.«Ho avuto un  momento di flessione subito dopo il venticinquesimo chilometro – racconta l’atleta di Villanova di Camposampiero – quando la corsa si è accesa sotto la  spinta di Daba e Manza. In quel momento ho perso il contato con il gruppo di giapponesi che si giocavano la qualificazione per Londra e ho dovuto proseguire  da solo. Mi sono trovato contro vento, con la pioggia un po’ più forte del  solito, mentre davanti quel gruppetto si è organizzato per andare all’inseguimento di quelli che avevano seguito i favoriti. Forse un po’ più di concentrazione in quella fase mi avrebbe consentito di correre e arrivare con  quei giapponesi che hanno corso fra le 2 ore 08’44” e le 2 ore 09’16”. In questo momento la mia condizione è sicuramente buona, ma non sono al top, come vorrò
essere per Londra. Oggi ho capito, però, che a ritmi intorno a 3’ al chilometro posso correre e ai Giochi Olimpici ne farò tesoro per interpretare al meglio la gara e andare alla ricerca di un piazzamento da finalista, come a Daegu».
A imporsi è stato il Keniano Samuel Ndungu, che, dopo essere stato utilizzato più volte come pacemaker in anni precedenti, si è aggiudicato la prova con una condotta di gara da esperto maratoneta, pur essendo al debutto sulla distanza. Ha infatti preso in mano la corsa dopo che i favoriti, Nicholas Manza (2 ore 06’34” di primato personale a Rotterdam) e l’etiope Bekana Daba (2 ore 07’04” a Houston) avevano
acceso la gara, con un chilometro corso in 2’51”, non appena il lavoro dei pacemaker era terminato al 25° (1 ora 15’23” il passaggio). La loro scaramuccia è durata qualche chilometro per poi esaurirsi in un’azione progressivamente sempre più spenta (alla fine si sono ritirati) che ha consentito al gruppetto degli inseguitori di riagganciarli e quindi a Ndungu di involarsi, prima assieme al sorprendente polacco Henryk Szost (2 ore 07’39” alla fine con un miglioramento di 2’ rispetto al precedente PB) e al marocchino Abdellah Taghrrafet (2 ore 08’37”), e poi in solitaria fino al traguardo, raggiunto nel tempo di 2 ore 07’04”, secondo crono di sempre in questa maratona. La Lake Biwa Marathon, che si è corsa quando in Italia erano le 4 e mezza di notte, ha evidenziato ancora una volta la tradizionale qualità delle maratone giapponesi e la competenza organizzativa, con 12 uomini sotto le 2 ore 10’10” e 20 sotto le 2 ore 14”, nonostante le cattive condizioni climatiche.

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