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Nasce “D+5.6 – Dolomiti Trail

20/08/12

Un’avventura lunga 140 chilometri tra Comelico, Carnia, Cadore, e Alta Pusteria.

In questi giorni l’iniziativa di Michele Festini Purlan e dei suoi collaboratori è partita ufficialmente e qualche temerario “ultra runner” si è già visto lungo i chilometri del Dolomiti Trail. Un modo avventuroso per vivere le Dolomiti Patrimonio dell’Unesco, un’esperienza unica che potrà essere vissuta a piedi, di corsa (110 chilometri) oppure in bicicletta (140 chilometri). Solo il piacere di muoversi in ambienti maestosi, senza l’assillo del cronometro, seguendo semplicemente il cammino del Sole.
Ma come funziona questo “Dolomiti Trail”? La formula è semplice, basta iscriversi da maggio a ottobre, presso uno dei punti convenzionati, allacciarsi le scarpette o le pedule, controllare la pressione dei pneumatici della mountain bike e partire. Seguendo i loghi “D+5.6″, in base al percorso scelto si raggiungeranno i check point attraversando dei luoghi che toglieranno il fiato.
L’ideatore Michele Festini Purlan spiega da cosa è nato il progetto Dolomiti Trail.
«L’idea nasce fondamentalmente dalla passione per lo sport che da sempre porto dentro, dalla passione per il mio territorio e anche da un certo orgoglio di appartenere a una terra, che nonostante le pochezze economiche e la forte concorrenza dei nostri vicini “amici” dell’Alta Pusteria, ha ancora numerose carte da giocare. Il progetto D+trail 5.6 sicuramente è una di queste perché accomuna in un’idea sola, due diverse tipologie di sportivi, i Biker e i Runner o Trekker».

 

 

Come e in quanto tempo avete segnalato i sentieri?
«I sentieri che in totale si sviluppano per circa 250 chilometri, li abbiamo iniziati a segnalare nel mese di giugno e abbiamo completato il tutto alcuni giorni fa, proprio alla soglia dello “start” ufficiale dell’Iniziativa. Vi sono tre tipologie di segna-percorso, il logo completo del D+trail 5.6 ovvero la scarpetta e la bici insieme indicano il percorso comune, solo la bicicletta indica il percorso Bike, mentre la scarpetta conduce lungo i sentieri del percorso Running. Il simbolo è di colore blu a eccezione della zona del Friuli dove è giallo in quanto si tratta del warm-ip, ovvero il giro di riscaldamento per chi vorrà partire da Sappada».

Quali sono le finalità del Dolomiti Trail?
«La finalità principale è una, quella di far conoscere anche questo lembo di terra agli amanti degli sport outdoor. Far conoscere angoli poco frequentati dalla “massa” turistica e per questo ancora incontaminati, dove è ancora possibile ascoltare la voce del bosco e quella del vento, dove è facile lasciarsi affascinare da un’alba o da un tramonto, dal passaggio repentino di un’animale selvatico, o dal cinguettio degli uccelli al mattino. Tutte queste appaiono cose scontate, ma non lo sono, soprattutto a causa della fretta che oggi attanaglia l’uomo, dal frastuono delle città, dalla frenesia dei ritmi odierni e dalla sensibilità perduta di ascoltare la natura, che da sempre ci parla ma che spesso non riusciamo ad ascoltare e a comprendere».

 

Quali sono i vostri partner?
«I partner innanzitutto sono le strutture ricettive e non solo che si trovano lungo il percorso del Dolomiti Trail, inoltre sono nostri “supporter” i consorzi delle principali località turistiche attraversate ovvero il Consorzio Val Comelico, quello di Auronzo-Misurina e quello di Sappada».

Tre aggettivi per definire Dolomiti Trail.
«Unico. Entusiasmante. Avventuroso. Unico perché non ne esistono di altri uguali con la formula Bike e Running/Trekking. Entusiasmante perché conquistare le perline di passaggio nei checkpoint distribuiti lungo il percorso al fine di completare la collana D+trail entusiasmerà anche i più scettici. Avventuroso perché individuare i simboli del DolomitiTrail e quindi il percorso da seguire non possono che diventare una sfida unica e un’avventura indimenticabile».

Ringraziamenti?

«Grazie a tutti gli amici, collaboratori Enti e Istituzioni che hanno permesso e contribuito alla realizzazione del progetto e che continueranno a sostenerlo anche in futuro».

Fonte: Areaphoto Image & Comunication

 

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