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Corsa in Montagna Studi atto secondo

14/11/11

Dalla pratica alla teoria. A stagione conclusa, utile forse proporre qualche lettura. Dal convegno di Zelbio un passo indietro: il progetto di FIDAL Piemonte che lega montagna e siepi e che spazio aveva trovato sulla rivista Atletica Studi di giugno scorso

Un progetto partito nel 2010, replicato nel 2011 e che Fidal Piemonte intende riproporre anche per la stagione ventura. Sperimentare i possibili legami tra la corsa in montagna e le prove su siepi della pista non era idea originale. Ma scoprire l’acqua calda, provare a far sì che esperimenti singoli potessero diventare patrimonio comune, a volte si può pure rivelare scelta di certo interesse.
Più forse di altri, Pierangela Baronchelli e Alberto Mosca – a proposito, complimenti per la recente Maratona di New York! -, già negli anni ’90 avevano dimostrato la possibilità di ottenere buoni risultati sui due fronti. Esperimenti, però, mai ricondotti a campo di sperimentazione condivisa. E’ quanto invece ha provato a fare, a partire dal 2010, il Comitato Piemontese della FIDAL, che risorse e impegno ha investito in un progetto che plausi ha ricevuto anche dalla direzione tecnica federale nazionale e da più di qualche presidenza di Comitato Regionale.
Qui vi presentiamo l’articolo comparso su Atletica Studi nell’estate scorsa, con le risultanze del primo anno di sperimentazione. Rispetto al 2010, dati alla mano, l’esperienza di questa ultima stagione rileva addirittura un aumento dei giovani atleti coinvolti capaci di raggiungere il minimo di partecipazione ai tricolori sulle siepi. Ma letta in senso opposto, pure rileva l’approdo alla corsa in montagna di almeno un paio di giovani interessanti e di società che mai o raramente, in precedenza, avevano sperimentato la nostra disciplina.
Le conclusioni proposte nello studio che vi presentiamo, d’altro canto, pure escono rafforzate alla luce dei risultati e delle tendenze tecniche emerse in campo internazionale in quest’ultima stagione. Sarà pure casualità, ma se emerge che il neo iridato Max King (USA) abbia nel suo background atletico tempi nell’ordine degli 8’30” sui 3000 siepi, allora forse il ragionarci sopra pare non poter essere del tutto superfluo. Sopra, o lì intorno, ragionamenti hanno costruito, sul finale di stagione, anche alcuni dei nostri migliori esponenti. Non solo piemontesi, ovviamente…
E’ il caso di Francesco Della Torre, il sorriso vincente del recente Trofeo Vanoni, che un buon 9.32 aveva colto in estemporaneo tentativo in quel di Chiavenna. Finendo peraltro in scia a quel Marco Leoni che a meno di una settimana dal Mondiale juniores di Campodolcino 2009 seppe correre la prova in un più che valido 9’25″: un esempio che, nel suo piccolo, ha fatto scuola e favorito il parto di iniziative come quella piemontese…Ricordato il bronzo tricolore dell’allievo Michael Monella, pure ci si ritrova a citare l’esperimento tentato, sul nascere di ottobre, dal bronzo iridato Martin Dematteis. Dopo due settimane di stop quasi assoluto e con tecnica di valicamento tutta da affinare, anche il suo 9.17 merita comunque più di qualche riflessione…
Ogni studio, per sua natura, si presta ad essere discusso, analizzandone pregi e criticità. Specie con riferimento a queste ultime, se qualcuno voglia avesse di metterle in rilievo, felicissimi saremo di dar loro spazio. Ne nascerebbe ulteriore scambio di idee, probabilmente utile a tutto il movimento.

Come di consueto, nel corpo dell’articolo troverete qualche estratto dello studio, mentre vi rimandiamo all’allegato per l’intera trattazione. Se di vostro interesse, allora, buona lettura!

…dalla MONTAGNA alle SIEPI…

Un progetto di: FIDAL PIEMONTE

Settori coinvolti: corsa in montagna e fondo/mezzofondo

Referenti tecnici:
Antonio Dotti, responsabile progetto
Piergiorgio Chiampo, struttura tecnica nazionale corsa in montagna
Gianni Crepaldi, referente tecnico fondo / mezzofondo Fidal Piemonte
Paolo Germanetto, referente tecnico corsa in montagna Fidal Piemonte

PREMESSE

Un monitoraggio puntuale dell’attività agonistica regionale e nazionale nei settori di riferimento, ha portato a riscontrare che:

– in alcuni contesti del territorio regionale, a fronte di intensa attività nella corsa in montagna faceva da contraltare una quasi totale mancanza di attività su pista, pur in presenza di giovani atleti che anche in altri ambiti (strada e cross) dimostravano buone attitudini, facendo peraltro costantemente parte delle rappresentative regionali in questi diversi settori;

– numerosi erano gli esempi di atleti provenienti dalla corsa in montagna poi capaci di esprimersi ad alto livello anche in altre specialità. I gemelli Dematteis ne sono testimonianza importante ed attuale, peraltro tutta “piemontese”, che si innesta su tradizione piuttosto consolidata anche a livello nazionale, e in parte riferibile anche alle prove con le siepi (Pierangela Baronchelli, azzurra di corsa in montagna e più volte primatista italiana sulle siepi; Alberto Mosca negli anni 1996-97 secondo nelle liste europee juniores dei 3000 siepi e argento iridato nella corsa in montagna)

– numerosi pure erano i giovani atleti provenienti dalla corsa in montagna che nell’approccio alle prove su siepi avevano anche recentemente mostrato adattamento decisamente superiore rispetto a quanto accaduto nelle prove piane di mezzofondo

FINALITA’

– fornire al gruppo di atleti prescelti elementi e mezzi tecnici ulteriori, partendo dal presupposto di trovarsi di fronte a giovani che, proprio perché soliti cimentarsi nella corsa in montagna,erano dotati di buon bagaglio di forza, di buona capacità di adattamento alla fatica e di consuetudine ad affrontare percorsi con ostacoli naturali e con frequenti necessità di variare ritmo e tecnica di corsa;

– valutare, attraverso un progetto tecnico e una programmazione agonistica coordinata dalla struttura tecnica regionale, la possibilità di consentire a buon livello sia l’attività su pista sia l’attività di corsa in montagna, nelle categorie allievi e juniores.

– portare anche attraverso questo progetto, all’apertura di un “fronte” tecnico che favorisse negli anni un maggiore e più continuo interscambio culturale e di esperienze tra il settore corsa in montagna e il settore fondo / mezzofondo

– permettere ad un gruppo di giovani atleti di sperimentare, anche attraverso brevi raduni collegiali, la possibilità di allenarsi insieme. Anche con la presenza, laddove possibile, di testimonial di eccellenza

CONSIDERAZIONI FINALI

Una sola stagione agonistica di sperimentazione ed un gruppo di osservazione nei numeri piuttosto ristretto non possono certamente essere sufficienti per portare a considerazioni valide in senso assoluto, anche per la non ancora sufficientemente mediabile incidenza di fattori esterni, quali infortuni o abbandoni agonistici. Alcune prime valutazioni , in ogni caso, paiono poter essere comunque effettuate e qui proposte

Degli undici atleti coinvolti, nel corso del 2010:

– 2 atleti hanno vestito la maglia azzurra nella corsa in montagna
– 1 atleta ha ottenuto medaglia (argento) in rassegna internazionale giovanile di corsa in montagna
– 6 atleti hanno ottenuto il minimo di partecipazione ai Campionati Italiani di categoria sulle siepi
– 5 atleti risultano classificati nelle prime dieci posizioni delle graduatorie nazionali di categoria sulle siepi
– 3 atleti si sono classificati nelle prime dieci posizioni nei rispettivi Campionati Italiani di categoria sulle siepi
– 3 atleti si sono classificati nelle prime cinque posizioni nei rispettivi Campionati Italiani di categoria di corsa in montagna
– 3 atleti risultano classificati nelle prime dieci posizioni tanto nei Campionati Italiani di corsa in montagna quanto in quelli su pista specialità siepi
– 4 atleti non hanno soddisfatto in pieno il criterio di prendere parte sia all’attività di corsa in montagna sia alle prove con le siepi, in alcuni casi dei quali ottenendo peraltro significativi risultati nella corsa in montagna o in altre specialità del mezzofondo
– 1 atleta ha interrotto l’attività agonistica durante la stagione
– 4 atleti hanno esordito durante la stagione sulle siepi
– tutti gli atleti poi realmente cimentatisi nelle prove su siepi hanno migliorato i rispettivi primati personali

Con il progetto “Dalla montagna alle siepi” il Comitato Piemontese ha voluto essenzialmente mettere in atto iniziativa che fungesse da “motore” per creare maggiore sinergia tra il settore mezzofondo e il settore corsa in montagna, cercando da un lato di dare linea di indirizzo tecnico, dall’altro di supportare a livello tecnico, motivazionale, e in parte anche economico, atleti e tecnici sociali che in questo indirizzo si riconoscessero.
Assodato che dal punto di vista agonistico già da tempo l’attività invernale del cross fungeva da trait d’union significativo tra le due specialità, si è voluta sperimentare la possibilità di portare un gruppo sufficientemente qualificato di giovani atleti ad ottenere risultati di interesse nazionale in entrambi i settori, cercando di suggerire proposte tecniche che non limitassero l’attività né su pista né nella corsa in montagna, ma che potessero anzi ciascuna supportare l’impegno nell’altra.
Nella forza nella sua espressione resistente, nell’abitudine a variare costantemente la ritmica di corsa, nella capacità di adattamento alla fatica, in particolar modo, sono state individuate le qualità che potessero fungere da base per il collegamento tra le due differenti attività, su cui innestare esercitazioni tecniche specifiche di volta in volta atte a migliorare il passaggio dell’ostacolo, l’attacco della riviera o, più in generale, la tecnica di corsa in relazione allo specifico ambito di riferimento (pista / corsa in montagna).
Il tutto, assumendo come premessa metodologica anche l’assunto a suo tempo espresso dall’allora responsabile del settore didattico della Fidal, professor Ugo Ranzetti, circa le caratteristiche peculiari dello specialista della corsa in montagna, da lui paragonato a “un motore da rally, forte e resistente nel contempo e provvisto di un cambio raffinato, per essere in grado di cambiare frequentemente ed opportunamente le molte marce, per adattarsi senza inutile dispendio al decorso altimetrico” (Atletica Studi – anno 23, numero 4 Luglio/Agosto 92). Una definizione peraltro ripresa e in alcuni suoi aspetti analizzata anche da Piergiorgio Chiampo (“Qualità e mezzi di allenamento specifici di giovane mezzofondista avviato alla pratica della corsa in montagna – Atti convegno di Morbegno, ottobre 2009).

Anche per la differente strutturazione del calendario nazionale tra la categoria allievi e la categoria juniores, in questo primo anno di esperienza, si è evidenziata una maggiore facilità di programmazione tecnico-agonistica con gli atleti più giovani, facilitati nel perseguire duplice picco prestativo anche dalla netta separazione temporale tra i principali appuntamenti agonistici dei due settori (maggio-giugno corsa in montagna; settembre-ottobre prove con siepi). Va peraltro rilevato con soddisfazione che nel 2010, nella categoria allievi maschili, cinque atleti piemontesi, quattro dei quali riconducibili a questo progetto, abbiano ottenuto il minimo di partecipazione ai Campionati Italiani sui 2000 siepi.
Nel caso degli juniores, invece, anche per la maggiore diversificazione della proposta agonistica tra le due specialità, è parsa evidente la necessità di mettere in atto strategie tecniche in cui la proposta di lavoro fosse ben calibrata tra i due obiettivi, specie nel periodo pre-agonistico.
Con riferimento agli atleti appartenenti a questa fascia di età è possibile trarre un paio di considerazioni che qui presentiamo a titolo di curiosità. Di qualche interesse pare evidenziare che un’atleta abbia ottenuto il proprio personale sui 3000 siepi due giorni dopo una prova di Campionato Italiano di corsa in montagna, nella formula salita/discesa. Evenienza ad una prima lettura decisamente anomala, ma non del tutto nuova per quanto concerne il settore femminile.
Parimenti non priva di qualche spunto per successive e più approfondite analisi – sempre in ogni caso inerenti l’applicazione e l’assimilazione di esercitazioni di forza resistente – la proposta tecnica seguita da altro atleta, questa volta maschio, capace di migliorare nettamente il proprio personale in occasione dei Campionati Italiani sui 3000 siepi di Pescara (19-20 giugno 2010). Un piano di lavoro in cui sino a ridosso dell’appuntamento tricolore la resistenza aerobica più qualificata ed esercitazioni di potenza aerobica sono state eseguite quasi esclusivamente su tracciati tipici della corsa in montagna (sola salita o salita e discesa, su strada asfaltata e su sentiero).

Al di là dei risultati poi sul campo realmente conseguiti dagli atleti coinvolti nel progetto qui esposto, pur nella sua semplicità, l’iniziativa pare possa essere letta come espressione concreta della ricerca di un approccio diverso nel rapporto tra settori come il mezzofondo prolungato e la corsa in montagna, spesso rimasti molto lontani tra di loro, anche nell’immaginario collettivo. E, ancor più, il tentativo di far sì che questo approccio potesse essere non solo legato a sporadiche scelte tecniche tra loro del tutto disgiunte, ma piuttosto il patrimonio di un intero movimento regionale.
Anche le più recenti risultanze internazionali, d’altro canto, testimoniano la grande evoluzione cui è soggetta la corsa in montagna, laddove le scuole più tradizionali della disciplina – Italia in primis – anche per il progressivo mutamento della proposta tecnico-agonistica, più di un tempo faticano a difendere la propria leadership dalle realtà emergenti. Sempre più coincidenti, queste ultime, con quelle che già monopolizzano o quasi altri settori del fondo e mezzofondo, e ascrivibili in particolare al continente africano. In questo contesto, nuovo e in rapida evoluzione, i dati affermano con sufficiente chiarezza che i risultati migliori per le scuole europee provengano da atleti capaci di esprimersi su buoni livelli anche nelle specialità più tradizionali dell’atletica.
Paradigmatici, in questo senso, non solo i risultati di una prova seniores maschile dominata dai corridori africani, ma anche il podio iridato seniores femminile di Kamnik 2010:

1^ Andrea Mayr (Austria): primatista nazionale di maratona (2:30.43), maratonina (1:12.14) e…3000 siepi (9.47.61)
2^ Valentina Belotti (Ita): azzurra anche nel cross
3^ Martina Strahl (Svi): 11^ Campionati Europei 2010 metri 10000

Sul fronte opposto, la storia più o meno recente del fondo e del mezzofondo prolungato italiano pure testimonia come la corsa in montagna abbia saputo, con discreta continuità, lanciare atleti poi emersi nei settori più tradizionali dell’atletica.
Il progetto “Dalla montagna alle siepi” di Fidal Piemonte proprio in questo orizzonte culturale si inserisce. Un orizzonte in cui l’atletica italiana possa attingere con sempre maggiore continuità dal bacino atletico della corsa in montagna e in cui la corsa in montagna italiana possa costruire un sempre maggior numero di atleti dotati di quelle caratteristiche tecniche oggi più che mai imprescindibili per consentire al nostro movimento di continuare la sua importantissima tradizione internazionale.

 

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