Una delle Jungfrau Marathon più dure, fredde, piovose e lente di sempre. Il Meteo è stato ahimè il vero protagonista della Maratona Alpina più bella ed importante del mondo, una gara che appare tanto scontata quanto poi capace di sovvertire tutto e servire dei “botti” cosi devastanti da lasciare le illustri vittime senza possibilità di replica.

E’ stata cosi anche questa volta, con la gara che ha cambiato padrone tre volte, che per tre volte sembrava aver posato la propria mano sulla spalla del candidato di turno e che poi ha rifilato punizioni severe, anche a chi per primo ha conquistato Kleine Scheidegg, perché lo scozzese Robbie Simpson è arrivato davvero stravolto ed intirizzito dopo aver rimontato e vinto la sua 3^ Jungfrau.

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La cronaca

Pronti via e va in fuga il kenyano Mark Kiptoo, consueto carneade dal curriculum impressionante su strada (pare ci sia un personal di 2h06′ ad Eindhoven 2015) che la maratona di Interlaken ogni anno regala dal proprio generoso mazzo.

Puntuale come un orologio svizzero ecco Petro Mamu andargli dietro, i due si involano e passano alla mezza di Lauterbrunnen in 1h11′ che non è nulla per atleti del loro livello ma che con “the wall” ancora da scalare e con le temperature odierne piano non è.

Dietro fanno la loro gara: Simpson, il colombiano William Rodriguez, l’elvetico Stephan Wenk sono tutti li nel giro di un paio di minuti. Chi invece decide di andare decisamente all’attacco e rispondere al fuoco è l’olandese naturalizzato Abdelhadi El Mouaziz che alla mezza ha 2′ dai battistrada ma che intorno al 30° li riprende e li stacca.

Kiptoo salta e fa il botto grosso (arriverà 21° e staccatissimo), Mamu si piglia un bello svarione e quando arriva la fase decisiva la gara per lui è andata.

In testa si ritrovano in 3, con Simpson che al 40° dimostra di avere più classe, più fisico e sostanzialmente più attributi (tradotto: palle) per dare la spallata cattiva alla gara e portarsi a casa la vittoria.

Robbie e la nemesi sfatata

Robbie vince in 2h59’29’ la sua 3^ Jungfrau, la più lenta e sofferta delle tre ma come lui stesso ha ammesso ai microfoni la sua vittoria più bella al cospetto della parete nord dell’Eiger, perché ottenuta soffrendo e naturalmente, anche se non lo ha detto nell’intervista post race, perché finalmente sfata la nemesi Mamu, che sempre lo ha battuto in tante e tante gare tra Austria e Svizzera e che Robbie aveva dimostrato di subire anche psicologicamente con la sua poco elegante uscita social alla vigilia della gara, quando ieri aveva rievocato lo spiacevole caso del 2017 che aveva coinvolto l’eritreo.

Schermaglie e Colombia

Ma queste sono solo schermaglie che sicuramente animeranno i futuri confronti tra i due, oggi c’è da dire bravo ad un Simpson che coglie una grande vittoria ed entra nella storia. El Mouaziz tiene la 2^ piazza ed è un miracolo, perché arriva cotto, ci fossero altri 300 metri sarebbe sicuramente stato ripreso da William Rodriguez, che salva cosi l’onore colombiano e sale sul podio portandosi appresso il connazionale Diego Vera, 4° a sorpresa proprio davanti a Petro Mamu, stroncato dal freddo e dal fatto che probabilmente su distanze oltre i 30 km non è infallibile come è solito essere.

INTERLAKEN, 7SEP19 – Herrera William Rodriguez (COL) laeuft als Zweiter ins Ziel des 27. Jungfrau-Marathon am 7. September 2019 auf der Kleinen Scheidegg.
Impression of the 27th Jungfrau Marathon in Interlaken, Switzerland, September 7, 2019.
swiss-image.ch/Photo Stefan Wermuth

Jungfrau Marathon Women

Nella gara donne tutto come ampiamente previsto: Simone Troxler fa felici gli organizzatori e mette la firma elvetica sulla gara.

Per lei pochi o nessun patema e margine che si consolida progressivamente sulle avversarie più pericolose: Therese Leboeuf ed Aline Camboulives.

La Leboeuf fa il proprio dovere fino in fondo chiudendo 2^ mentre la Camboulives crolla nel finale e scivola fino al 7° posto lasciando cosi spazio sul 3° gradino del podio alla britannica Sara Willhoit.

INTERLAKEN, 7SEP19 – Blumen fuer die Siegerinnen: Die Erste Simone Troxler (M, SUI), die Zweite Theres Leboeuf (L) und die Dritte Sara Willhoit (R) freuen sich ueber ihren Erfolg. Impression von der ‘Flower Ceremony’ des 27. Jungfrau-Marathon am 7. September 2019 auf der Kleinen Scheidegg.
Impression of the 27th Jungfrau Marathon in Interlaken, Switzerland, September 7, 2019.
swiss-image.ch/Photo Stefan Wermuth

Tempi altissimi anche qui, il meteo non ha perdonato: la Troxler vince in 3h36’13” che rapportati ai 3h12′ del record della Mathys o ai 3h18′ e 3h20′ firmati Strahel e Mayr negli ultimi anni danno il senso del calvario odierno per le atlete in gara sulle montagne, già innevatissime, dell’Oberalp Bernese.

 

Credit Foto: swiss-image.ch/Photo Stefan Wermuth