Il giorno del record, della storia e della nuova leggenda. La Sierre-Zinal 2019 mantiene tutte le promesse, Kilian e Mathys si prendono gara e record, Mamu strabilia, Walmsley dimostra di essere un vero duro, la Wyder sorprende tutti, e Silvia Rampazzo ci riserva un posto tra i grandi nel giorno dei grandissimi, corre sotto le 3h e sale sul podio.

Zinal – 11 Agosto 2019 –  una data che va agli annali, lo avevamo previsto e ci abbiamo preso, ma era obiettivamente, se non scontato, molto molto facile.

Kilian Jornet Burgada vince l’ennesima sfida, contro se stesso, la logica, il cronometro e gli avversari. Corre in 2h25’35”, vince la sua 7^ Sierre-Zinal, cancella dai libri il record di Jono Wyatt 16 anni dopo quell’incredibile prestazione. Una gara perfetta ma anche studiata nel dettaglio: dopo Zegama il catalano ha preparato questa gara con meticolosa precisione, presentandosi tirato e mentalmente programmato all’impresa. 40 secondi sotto il record ai passaggi a Ponchette e Chandolin, poi in ritardo al Weisshorn, prima della sfuriata finale dove al tempo Wyatt tirò i remi in barca, il destino del record era segnato.

Kilian nella fase iniziale, scappa via tutto solo

Una folla straboccante lo accoglie sul rettilineo di Zinal, dove si è fatta la storia della corsa in montagna per 46 anni, è uno dei trionfi più belli di Jornet, non ci sono dubbi.

La grande impresa è resa ancor più magica dalla sfida contro Petro Mamu. Il piccolo eritreo parte più controllato accusando subito oltre 2′ di gap, apre il gas solo dopo Tignousa ma poi quello che fa rasenta l’incredibile. Petro rimonta kilometro dopo kilometro, arriva fino ai 35″ di ritardo da Kilian prima di accusare un leggero cedimento nella parte finale della discesa. Chiude 2° in 2h26’31”, anche lui sotto il vecchio record, un ritorno stellare.

Petro Mamu, che incredibile ritorno !

Terzo è Jim Walmsley, accolto prima col clamore della star, poi ridimensionato dai pronostici e dalle sue stesse dichiarazioni. Alla prova dei fatti ha dimostrato di fare sul serio, ha tenuto a bada l’arrembaggio del messicano Carera e degli scatenati Simpson e Douglas, questo podio è l’antipasto di qualcosa di grande, c’è da scommetterci.

Jim Walmsley poco dopo Chandolin, carera e Abraham sono ancora attaccati ma l’americano li batterà…

Nella top ten di giornata il 6° posto di Andy Douglas spicca e brilla di luce particolare: lo scozzese fa una grande gara correndo sotto le 2h35′, suo miglior crono a Zinal, ed i punti messi in cassaforte sanciscono di fatto la sua vittoria nella world cup, complice anche il de-prufundis di tanti avversari per il ranking iridato che oggi sono andati in crisi: dai gemelli Dematteis ad Aymonod a Filimon Abraham, che hanno davvero fatto un passaggio a vuoto.

Grandissima gara per Andy Douglas, che fa un grande passo avanti verso la World Cup

link classifica maschile

Stesse emozioni, stesso finale, meno incertezze nella gara donne. Maude Mathys aveva giocato pesante dichiarando di concedersi un solo risultato, ma cosi è stato. Davanti dal primo kilometro, mai un tentennamento, mai un momento di crisi. Una vittoria totale con il vecchio record addirittura umiliato: 2h49’20”, oltre 5 minuti sotto il primato 2008 di Anna Pichrtova, qualcosa obiettivamente di mostruoso !

La Mathys è 51^ a livello assoluto, qualcosa privo di senso se pensiamo al numero di elites maschi accreditati, oggi le penne ce le hanno lasciate in tanti….

Maude Mathys, urlo da record

La festa elvetica al femminile è completa grazie alla sorpresa di giornata, l’orientista Judith Wyder. Nessuno la attendeva ma mentre la Murigi naufragava e si ritirava a causa di un infortunio la Wyder inanellava passaggi perfetti che la portavano a Zinal con un 2h54’20” che le sarebbe valso anche in questo caso il record.

Festa anche per l’Italia, e ne avevamo bisogno, grazie ad una stupenda Silvia Rampazzo. In palla fin dalle prime battute la veneta realizza una performance storica, siglando il record per un’atleta azzurra alla Zinal. 2h56’17” che le regalano il podio. Le avversarie dirette per le Golden Trail Series sono dietro: Croft è 4^, la Kortazar 9^.

Silvia Rampazzo con Mathys e Wyder, le top 3 della Zinal dei record

Nella top 5 molto bene la francese Anais Sabrie che chiude in 3h01’58”. Con Simone Troxler 6^ in 3h03″18″ c’è altra Italia in top 10 con Elisa Desco che chiude 7^ in 3h08′, poi Holly Page (GBR) 8^, Ohiana Kortazar (ESP) 9^ e Gisela Carrion (ESP) 10^.

In 13^ si accomoda l’Irlandese Sarah McCormack, e non è un piazzamento banale. Con il ritiro di Murigi la McCormack agguanta altri punti pesantissimi per il ranking di coppa del mondo. La sua prestazione è di ben 2 minuti migliore rispetto allo scorso anno. Le prossime tappe alla Drei Zinnen ed alla Smarna Gora possono trasformarsi in una passerella trionfale.

Sarah McCormack vola verso la mountain running world cup 2019 !

link classifica femminile

Abbiamo portato ai nostri microfoni Kilian, Mamu, Puppi e naturalmente Silvia Rampazzo. Trovate le loro interviste sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

La photo gallery , credit WMRA – Marco Gulberti

Sierre Zinal 2019 - RACE DAY (Complete)