Una sana compilation di schiaffazzi !

Questo ci riportiamo a casa dalla signora Miranda , matrigna ed ostile, ci riconsegna una nazionale ferita, e non in senso lato.

Tra quadricipiti strappati, caviglie slogate, schiene bloccate e lividi a go go la spedizione portoghese del mondiale di trail ha dato un senso pieno alla presenza del pool medico e paramedico di altissimo livello che accompagna le spedizioni azzurre.

Un legno (nodoso) per Puppi, un sesto di livello per Rampazzo, una prova consistente per Cagnati e tutto sommato per Bani. Poco altro, anzi null’altro, e la voglia di girare pagina alla svelta.

Topica colossale dell’hooligan, che già immaginava i forzieri incamerare ori ed argenti, nulla di tutto questo, anche la mestizia delle esternazioni social dopo gara del Dega non lasciava spazio a dubbi di sorta, e manco malgradi vi siano elementi lenitivi (livello più alto di sempre, mai un uomo così vicino al podio ecc ecc) la mia conclusione è che ci hanno preso a randellate, nei denti, fine.

Ma a volte quando piove , poi , grandina … mentre da Coimbra giungevano le immagini dello “Spartan” John Albon in trionfo ed echeggiava l’eco della Marsigliese per il tripudio francese, a noi rimaneva anche da scoprire, sempre a mezzo social (ormai la nostra ansa) che sinistre mosse stavano avvenendo ai nostri danni anche in vista dei campionati europei in programma il 7 luglio a Zermatt.

Da una parte l’annuncio di Robbie Simpson di tornare a vestire la casacca del Team Great Britain, insieme al golden boy Jacob Adkin ed al dominatore di questo avvio di stagione Andrew Douglas, un terzetto mostruoso sulla carta.

Dall’altra un criptico post pubblico del capitano della nazionale e campione europeo in carica Berny Dematteis che annuncia uno stop forzato a lungo termine, causato da vari problemi fisici e mancanza di condizione che potrebbero così privarci dell’ariete numero uno, quello che anche nei momenti più neri ci ha sempre risollevato e reso ORO ciò che era solo legname senza valore.

Potremmo insinuare che questa situazione assomigli al 2015, quando, dopo due anni di dominio continentale, a Porto Moniz arrivo’ la batosta per mano del Norvegese Joan Bugge ed anche gli Inglesi si avvicinarono pericolosamente a squadre.

Da lì riparti la costruzione dell’impresa di Bets Y Cowd , la gara perfetta dei Gemelli Dematteis , l’argento mondiale di Bernard, il titolo mondiale a squadre , UNICI capaci nei tempi moderni di battere l’UGANDA pigliatutto (la farsa bulgara del 2016 non si conta, è materia per notai non per sportivi), un’impresa mai abbastanza celebrata, ma che l’hooligan non scorda.

Se vi siano ancora i presupposti per ripetere imprese del genere è davvero difficile dirlo, anche interpretando i segnali arrivati nella domenica post trail da Gazzaniga, dove in casa ReCastello si è corsa la prova di indicazione in vista proprio di euro-Zermatt.

Trionfo di Magnini che ha messo in fila tutti e lanciato l’Opa alla nazionale.

Lo aspettiamo da almeno due anni il talento di Vermiglio, che però dopo le egregie cose fatte vedere da junior non ha mai dimostrato di volere fino in fondo l’azzurro senior.

La sua prova di ieri rassicura molti, dice che il movimento italiano è talmente radicato da tirare fuori il campione in ogni momento, anche quando la barca sembra affondare.

Dietro al piccolo principe, tutti in fila per un ticket con scritto sopra “rinascita” : Cesare Maestri, Martin Dematteis, Xavi Chevrier … per gli scozzesi ce n’è abbastanza…. forse ….. ma forse no .. 🙁

#capitanomiocapitano #tornapresto