L’ultimo treno, felice di essere smentito, ma è cosi signori e nessuno mi convincerà del contrario.

Personalmente sono schierato fortemente PRO, non si creda altrimenti.

Jono Wyatt è entrato nella stanza dei bottoni e vi ha trovato cenere e rimasugli, c’è poco da fare prosa su questo, è cosi punto e capo, d’altronde basta scorrere gli ultimi 5 o 6 ranking del cosiddetto Wmra Grand Prix per rendersi conto di questo. Pochi e stessi nomi ricorrenti, poche e stesse gare ricorrenti, poca o zero comunicazione.

Il merito del kiwi per me è di non aver gettato tutto alle ortiche, d’altronde Grossglockner, Zinal e Bergen sono quel che sono anche e grazie a lui ed alle sue gesta, tanto per citarne alcune. Lui da atleta è sempre stato uno che la qualità tecnica e organizzativa la riconosceva e la valorizzava scegliendo queste e non altre gare.

Balda e Alice campioni 2017 ritratti nella ns. pagina IG, diciamo che speriamo di meglio in futuro per onorare l’immagine di atleti di tale caratura che ricevono un riconoscimento cosi importante…

Ciò che emerge dal nuovo progetto di World Cup, almeno per quanto vediamo da fuori noi appassionati, è un progetto articolato su più fasi dove la prima doveva occuparsi soprattutto del rilancio mediatico della coppa del mondo. Quel trofeo di cristallo deve piantarla di essere ritratto in foto sfigatissime prese col cellulare o scannerizzate alla benemeglio sulla vetusta newsletter WMRA ma deve essere consegnato in occasione di una cerimonia coi controca**i ed i suoi destinatari devono percepirne l’importanza, soprattutto materiale, quando lo ricevono dalle mani del commissioner di turno.

IMMAGINE, questo è stato il primo input che ha caratterizzato il moto del nuovo presidente e le prime avvisaglie sembrano andare nel senso voluto.

cosi si presenta se la scaricate dal web la newsletter wmra del 2012 che celebra la vittoria del Grand Prix da parte di Ahmet Arslan e Lucjia Krkoc, pixels inclusi 😉

Sulla scelta del calendario si è notata molta più prudenza, ma in nome del progetto pluriennale che immaginiamo, pensiamo che estendere la coppa ad altre tappe sia materia per gli anni prossimi. Giusto era premiare chi tanto ha sofferto e lottato per questa kermesse negli anni passati, quando ormai nulla era più difendibile (ricordo una conversazione cui ho partecipato ed assistito ed il quasi imbarazzo con cui un atleta che l’ha vinta qualche anno fa si confidava con me e con un altro top runner europeo che gli chiedeva cosa gli avesse portato vincere la world cup .. “well, ehm, nothing, I mean, it does make any sense, they do not make any communications on it, no posts , nothing on social media. My sponsor does not care at all”)… cose da rimanere allibiti, ma soprattutto da appassionati di mountain running da non accettare nella maniera più assoluta, e verso cui ribellarsi!

Le mosse di Jono le voglio leggere in questo senso. Con diplomazia, con sagacia, con attenzione sta risalendo la corrente, non butta tutto alle ortiche, perché tecnicamente questa competizione è davvero impareggiabile e contiene peculiarità uniche, ma cambia l’approccio cercando di andare il più possibile verso gli atleti, gli atleti del mountain-running in modo specifico, e favorendo nel maggior modo possibile interscambio, incontro e confronto con le altre sfere dell’offroad.

Cosi e’ da leggere il progetto Ranking ed il maggiore investimento in comunicazione e premi per la world cup, saranno queste mosse il viatico per “smutandare” finalmente le strategie di chi fregandosene del movimento arrivava bel bello a vincere il mondiale per poi non farsi più vedere (Musobo l’anno del trionfo mondiale avrà corso 3 gare di montagna in tutto – è solo un esempio), ed al tempo stesso permetterà di sdoganare e di rendere più “mountain” alcuni atleti africani (e manager annessi) che usavano il grand prix esplicitamente come bancomat (per quanto nel rispetto delle regole, chiariamo).

Da oggi bisogna andare a prenderseli anche su un Vertical Kilometer e su una lunga come Zinal i punti, e già dall’anno prossimo si parla di USA e Nord Europa coinvolti, con prove che richiederanno vera duttilità tecnica e capacità di correre in montagna per davvero.

Io sono pro, ribadisco, forse la vedo solo come la voglio vedere io e rimarrò deluso, ma il treno che parte domenica dal Grossglockner è carico si speranza e pronto ad intraprendere definitivamente il percorso di rilancio del Mountain-Running vero, che per me è e rimane atletica in montagna, correre forte sui sentieri nel rispetto del gesto atletico e della sicurezza, correre verso l’OLYMPIC DREAM.

a quante world cup avrà rinunciato in carriera questo signore ? vergogna eterna a chi ha tenuto un simile campione lontano con logiche mediatiche quantomeno discutibili, eterna !

Alessandro Scolari

@skola14

www.corsainmontagna.it

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