L’Unità di Analisi Comportamentale (UAC) del portale web Corsainmontagna è una squadra speciale di psicocorridori incaricati di elaborare un profilo piscologico e comportamentale degli atleti seriali. La sede centrale della UAC si trova in un luogo molto segreto per evitare problemi e ripercussioni sui professionisti che ci lavorano. Ogni episodio di MRM cercherà di elaborare un preciso profilo psicologico dell’atleta in questione, osservandone i comportamenti, gli hobby e la routine giornaliera. Difatti per poter conoscere al meglio un atleta seriale è necessario anticiparlo e capire quale sarà la sua prossima mossa, quali le preparazioni atletiche, quali obiettivi ma soprattutto quale serie tv o canzoni ascolterà nel prossimo mese.

Cercheremo perciò di entrare nella mente degli atleti: chi sono in realtà? Hanno una vita al di fuori degli allenamenti? Escono al sabato sera? Sanno ridere, emozionarsi e innamorarsi? Tutto questo e molto altro in Mountain Runner’s Minds rubrica esclusiva della testata giornalistica Corsa in Montagna.

Il nostro team è riuscito a interrogare un atleta che ha già fatto molti crimini atletici e ne farà ancora, stiamo parlando di Cesare Maestri, meglio conosciuto come “Cucciolo“. Non fatevi abbindolare da questo soprannome, sembra un tenerone ma appena riesce cercherà di rubarvi chilometraggi e capacità atletiche per poter avere risultati migliori. Bando alle ciance, andiamo direttamente a vedere cosa ha da dire in sua discolpa!

M: Avvisiamo l’atleta seriale che la conversazione verrà registrata. Tutto ciò che dirà potrà essere usato contro di lei in tribunale. Ne è consapevole? Ha qualcosa in contrario?

C: Si ne sono consapevole, niente in contrario…

M: Dirige l’interrogatorio il dottor Matteo Coluccia e l’ispettore Luca Coluccia, detto ciò possiamo iniziare con le domande prigioniero 001, partiamo da cose semplici, colore preferito?

C: Blu

M: Cibo preferito? (sfatiamo il mito degli atleti che non mangiano?)

C: Pizza, la mangerei tutti i giorni se potessi, si si almeno nel mio caso non è valido.

M: Stagione preferita?

C: La Primavera, perché mi mette allegria rispetto alle altre stagioni. Mi dà più vita e felicità

M: Personaggio esemplare?

C: Personaggio sportivo (non so neanche come si pronunci), il keniano Kipchoge, ho letto alcune sue interviste e mi piace il suo stile semplice anche se è il più forte. Ha una vita tranquilla e mi piace proprio questo aspetto, come persona oltre che come atleta. Un altro esempio è Bernard Dematteis (così si esalta) il vero capitano della nazionale! [vedremo cosa risponderà Bernard quando riusciremo ad afferarlo…]

M: Da quanti anni fa l’atleta seriale?

C: Ho iniziato a correre circa 6/7 anni fa. Ad allenarmi un po’ di più da 5 anni, ho cominciato da secondo anno allievo. Prima ho fatto sci di fondo e poi un po’ di tutto, bici, calcio…

M: Pensa che continuerà a farlo, nonostante rischi la detenzione?

C: Si si certo! [risata di chi non guarirà mai…]

M: Qual è il suo segreto, cosa fa quando non si allena? Film, serie tv, libri cosa le piace fare di più?

C: Io studio, sto facendo Ingegneria quindi quando non mi alleno tanto tempo lo dedico a quello. Se sono libero mi piace leggere qualche libro, guardare serie TV, la mia preferita è Breaking Bad. Mi piace comunque andare in montagna anche solo per camminare e fare foto, sempre in contatto con la natura insomma. Con l’università dovrei laurearmi a Luglio, sto preparando la tesi.

M: Che rapporto ha con la musica? La aiuta prima delle gare? (genere preferito)

C: La ascolto, non tanto prima delle gare, ma alla sera oppure qualche volta mentre corro se ho poca voglia. Mi piacciono gli Imagine Dragons, come genere ascolto un po’ di tutto (Ligabue ma anche musica folk americana…)

M: Sentimentalmente come è messo? (le ricordiamo che ha consentito di registrare il suo interrogatorio)

C: [Lunghe risate…] Ehehe sono messo male per ora, speriamo che si risolvi anche quella situazione. Non è che sto male, anzi sto bene così, forse è questo il problema. No va be comunque ho il mio giro di amici e via…

M: Pensa che ci siano altri come lei là fuori? Se sì vi trovate anche nel tempo libero voi atleti seriali?

C: Si purtroppo principalmente ci vediamo più per le gare e raduni, ma ogni occasione è buona per rivederci. Abbiamo stretto una bella amicizia tra di noi, messaggio, chiamate ci sentiamo, se poi c’è l’occasione che qualcuno deve andare da qualche parte ci si trova ed è sempre bello vedersi.

Io ovviamente parlo del gruppo della corsa in montagna poi conosco anche altri atleti che corrono qua in zona, però da Aprile a metà Settembre ci vediamo ogni due settimane quasi… Più o meno facciamo le stesse gare e gli stessi circuiti, se poi c’è una gara all’estero andiamo via assieme e ci mettiamo d’accordo.

M: Quindi gli atleti seriali non sono emarginati dalla società?

C: No dai per fortuna non siamo ancora a quel livello. Ho ancora una vita sociale (più o meno).

M: E’ difficile mantenere il profilo di atleta seriale e svolgere altre attività (lavoro, studi, impegni)?

C: Si ci sono dei periodi che magari è faticoso, hai mille cose da fare, sei stanco e devi anche allenarti. Se c’è la motivazione e ti piace ciò che fai, lo fai volentieri: a volte devo andare a correre alle 6.30/7.00 di mattina prima dell’Università, se lo faccio alla sera mi sento più soddisfatto. In più magari se non facessi nulla sarei meno produttivo anche sul resto.

M: Se fosse di fronte a una giuria, cosa direbbe in sua discolpa: ricordiamo che è accusato di atletismo seriale? Cosa giustifica il suo reato?

C: Fammi pensare… [gli inquirenti stanno già firmando la sua condanna] Si tratta di una condizione psicologica, non posso farne a meno. Non è colpa mia, sono nato così, quindi non è una colpa, caso mai è una malattia. Non ho bisogno di cure, voglio restare così, per ora va bene, se dovesse peggiorare vi contatterò.

M: Bene Maestri, si è salvato sul corner, la prossima volta non la scampa liscia!

 

Matteo e Luca Coluccia

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