Ha poche settimane l’ufficializzazione di un accordo di cooperazione tra FIDAL e Eritrean Sport and Culture Commission: lo scambio di firme del Presidente Alfio Giomi e del Ministro Tekle Zemede risale al 9 febbraio presso la sede di ASSITER.

Agli atti formali a volte capita si riesca a dare una veste concreta e — nell’ambito della cooperazione Italia-Eritrea — il Mountain Running Italian Team in raduno a Darfo Boario Terme si giova della compagnia del campione eritreo Yared Asmerom, esperto maratoneta che sia di ispirazione per i giovani azzurri e che da essi tragga motivazioni ed entusiasmo per un finale di carriera potenzialmente ancora ad alto livello.

Quarto ai Mondiali di Osaka nel lontano 2007 (gli stessi mondiali che portarono alla ribalta un giovane ed esplosivo Andrew Howe), corre alle Olimpiadi di Pechino per una medaglia difficile ma non impossibile. Le Olimpiadi del post-Baldini sono quelle dei ritmi folli del compianto Samuel Wanjiru e Yared si deve accontentare (si fa per dire!) di un ottavo posto. Sono gli anni migliori di Yared che nel 2011 si prende il record eritreo di maratona, con un 2h07’27” nella maratona coreana di Chuncheon: quel giorno fu secondo solo ad un giovane Stanley Biwott che pochi mesi dopo vincerà a Parigi demolendo il record della corsa e poi — nel 2015 — conquisterà l’alloro del vincitore a New York.

Grandi nomi si intrecciano alla storia di Yared, il cui record nazionale di maratona non è stato battuto nemmeno dal fenomenale compatriota Zersenay Tadese, ancora primatista mondiale in mezza maratona (a suon di 58’23”!). Yared non è da considerarsi né “scarso” sulla mezza distanza, dove vanta un ottimo 1h00’28”, né “finito” visto il risultato di Fukuoka 2016 quando segnò un più che dignitoso 2h11’.

Ci sono anche tanti mondiali da raccontare e una seconda Olimpiade, Londra, da protagonista: se a Pechino era stata una bella rimonta a portare Yared nel novero dei finalisti, nella capitale britannica solo una crisi nel finale tolse all’amico eritreo un posto tra i migliori.

Come capita a chi si spinge ai limiti delle proprie capacità, Yared conosce degli infortuni e perde una stagione agonistica.

Che questo 2018 cominciato all’ombra delle Prealpi bresciane con i nostri ragazzi porti a Yared e ai nostri mountain runner una stagione agonisticamente bollente?

Intanto constatiamo una volta di più che condividere esperienze sportive e contaminare stili di vita porti vivacità e nuovi stimoli. Viva l’Italia!

Nella foto, credit Mountain Running Italian Team, l’asso eritreo posa tra Nadir Cavagna, Marco Filosi, Alberto Vender ed Hannes Perkmann