16 agosto 2014 – Doppietta iridata per gli Stati Uniti, che in Colorado, sulla cima del Pikes Peak, dominano il Campionato Mondiale di Lunghe Distanze. Sage Canaday e Allen Mc Laughlin i nuovi campioni, con rimonta finale nel primo caso, con assolo isolato nel secondo. Per gli azzurri, un doppio argento nella classifica per Nazioni, come da pronostici della vigilia, con Tommaso Vaccina migliore del lotto con il suo bellissimo sesto posto e con altri tre piazzamenti nella top ten di giornata. Due vengono dalla Valle d’Aosta, l’ottavo di Xavier Chevrier e il nono di Catherine Bertone, il terzo è il decimo posto di un’Antonella Confortola fortemente condizionata da problemi allo stomaco per tutta la gara.

Tommy Vaccina e Xavi Chevrier felici al traguardo

Tommy Vaccina e Xavi Chevrier felici al traguardo

Gara corsa in condizioni non semplici, con la quota a rimescolare un po’ di carte specie nel tratto finale. Alcuni dei favoriti saltano, come il campione uscente Mitja Kosovelj, alla fine soltanto diciottesimo. Cielo terso e sole alto anche lassù dove il bosco lascia spazio alle rocce: così si presenta la giornata iridata. Pronti, via e gli americani davanti, con l’aggiunta dell’eritreo Azerya Teklay: azzurri più coperti nei primi chilometri e inizialmente assestati attorno alla ventesima posizione. Pronti, via e le donne made in Usa non sono da meno: Mc Laughin a scappar subito via, portandosi dietro le connazionali Morgan Arritola e Shannon Paine, le stesse con cui nell’ordine dividerà un podio tutto a stelle e strisce.
Allen Mc Laughin: trionfo iridato a 23 anni

Allen Mc Laughin: trionfo iridato a 23 anni

Dietro, insieme alla slovena Mateja Kosovelj, argento europeo a Gap il mese scorso, c’è anche la prima delle azzurre, Ivana Iozzia, che a lungo viaggia attorno alla sesta posizione, con Catherine Bertone non molto più dietro. Per Antonella Confortola inizia invece da subito giornata difficile: stomaco in subbuglio, qualche fermata e sofferenza stoica sino al traguardo per dare in ogni caso il proprio contributo alla squadra. Francesca Iachmet da dietro continua intanto la sua corsa regolare che pur con la difficoltà della quota nel finale, le regalerà comunque un sedicesimo posto all’esordio con l’azzurro indosso. pikes1 Tra gli uomini intanto sembra andare in porto la fuga del sorprendente Andy Walker, venticinquenne da 13’41” sui 5000 metri. La prima parte è la più veloce e dopo 1h30′ di gara, attorno a quota 3600 metri, viaggia con oltre 1′ di vantaggio sull’eritreo Teklay e 2’10” su Sage Canaday, che da poco ha allungato sui connazionali Joe Gray ed Erik Blake. Gli azzurri risalgono, specie Tommaso Vaccina e Xavier Chevrier che già a quel punto sono stabilmente tra i migliori dieci. L’ascesa finale, lungo il sentiero ricavato tra le rocce, cambia l’esito del podio: Walker salta e sembra allora l’ora di Teklay, abbonato all’argento anche sulle distanze classiche della corsa in montagna. Non va così neppure questa volta, perchè il finale di Sage Canaday è travolgente: 2h10’04” dice il cronometro, titolo iridato dice ancor meglio il traguardo. Teklay chiude a 45″ di distacco, mentre Walker salva il bronzo in 2h11’40”. podiom Dietro, ancora Stati Uniti, con Erik Blake a precedere il deluso di giornata, Joe Gray, quinto nella gara che sognava di vincere. In 2h14’01” ecco Tommaso Vaccina: il pavese è sesto, protagonista di una delle sue miglior gare di sempre, gestita con grande acume tattico: prima parte in controllo, poi progressione decisa e finale a stringere i denti, là dove l’ossigeno rischia di far naufragare anche i sogni più belli. Quelli che accompagnano sin sul traguardo Xavier Chevrier che si conferma agonista di razza, anche su distanze per lui ancora inusuali: il suo ottavo posto in 2h17’08” vale tanto, ancor più se letto in termini di esperienza maturata nella gestione di fatica prolungata. E se nella top ten di giornata entra anche il rumeno Ionut Zinca, decimo in 2h21’21”, arriva dal generoso Massimo Mei, sedicesimo in 2h24’29”, il terzo tempo utile per l’argento a squadre dell’Italia alle spalle dei padroni di casa, in una classifica che regala il bronzo alla Germania. Un po’ come per la Confortola, giornata difficile sin dall’inizio anche per l’altro capitano: il finale di Emanuele Manzi è inno alla sofferenza e ventesimo posto dice il traguardo.
Bertone e Confortola

Bertone e Confortola

  Podio tutto Usa allora al femminile, con Mateja Kosovelj a lungo all’inseguimento, ma poi comunque quarta, contenendo il ritorno della recente vincitrice della Sierre Zinal, Stevie Kremer, oggi quinta davanti alla connazionale Brandy Erholtz. Gara coraggiosa per Catherine Bertone: l’azzurra che oggi vestiva con orgoglio la sua prima maglia azzurra chiude nona, scavalcata sulle ultime rampe dalla polacca Anna Celinska e dalla neozelandese Anna Frost. Ma il sorriso felice sul traguardo è quello di chi sa di aver dato tutto quanto poteva. Sapore diverso ha il decimo posto di Antonella Confortola, che qualche posizione risale nel finale: di certo la trentina sognava qualcosa di diverso, la fortuna questa volta non è stata dalla sua. Ivana Iozzia è invece undicesima: soffre un poco nel terzo di gara finale, ma è brava a non mollare: Italia d’argento anche al femminile. E sul podio tra poche ore salirà allora anche Francesca Iachmet: altro sogno azzurro a lungo inseguito e poi condito da medaglia.