6 gennaio 2014- Lo spettacolo non è mancato. Complice la splendida giornata e il terreno che nonostante la pioggia caduta negli ultimi giorni non era fangosissimo, Il Campaccio ha potuto godere delle splendide prove offerte dagli atleti africani come da tradizione sui prati di tutta Europa. Si sono imposti Albert Rop, keniano che batte bandiera del Bahrein tra gli uomini, l’etiope Hiwott Ayalew in campo femminile. Avvincente la gara maschile che ha visto il drappello dei migliori muoversi sin dalle prime battute a ritmi quanto mai interessanti. Il solito nugolo di atleti africani sono una sorta di leit motiv, dunque anche il pubblico meno raffinato (atleticamente parlando) ormai se n’è fatto una ragione. In questo caso poi vista la quasi completa assenza di italiani per svariati motivi non rimaneva che vedere una sorta di corsa delle lepri attraverso i campi.

La gara maschile entra nel vivo

La gara maschile entra nel vivo

Rop per imporsi ha atteso gli ultimi metri sfruttando le sue doti (vanta un 12’56” nei 5000 la scorsa estate a Montecarlo) per precedere il campione del mondo J. Korir (Ken), quest’ultimo aveva certamente nelle gambe il successo conquistato sui parti di Antrim in Irlanda del Nord due giorni prima, e l’etiope Imane Merga che aveva dato spettacolo nella Boclassic di Bolzano. Per vedere transitare sulla linea del traguardo il primo degli italiani Jamel Chatbi, operaio bergamasco, l’attesa è stata di 1’34”, un baratro se si considera che la distanza da compiere era di 10 km. Dopo il ragazzo della Riccardi, in nona posizione Michele Fontana che sul difficile tracciato aveva il supporto del pubblico che si entusiasmava al passaggio del lombardo di gara. Fontana accusava un ritardo di 1’45”, poi Gianmarco Buttazzo a 2’13”.
Michele Fontana

Michele Fontana

Particolare interessante Albert Rop ha dato appuntamento ai prossimi mondiali al coperto di Sopot (marzo) dove dovrebbe gareggiare nei 3.000. Facile il successo di Hiwott Ayalew, esile gazzella africana che con le compagne di avventura, ha fatto vedere come si interpreta una gara di cross: leggerezza, armonia, vivacità, Tre elementi che non ce ne vogliano le nostre ragazze sono difficili da ritrovare nelle nostre portacolori. La vice campionessa mondiale di cross si è imposta sulla connazionale Semberi Teferi (Eth) e sulla keniana Linet Masai (Ken), ottava a 1’37” la nostra Fatna Maraoui, poi Soufyane,Francario e l’iridata di corsa in montagna Alice Gaggi, al debutto invernale.
Alice Gaggi e Layla Soufiane

Alice Gaggi e Layla Soufyane

All’inizio del commento rammentavamo la totale assenza degli azzurri che ad ogni buon conto rimarchiamo un’altra volta: Lalli infortunato al ginocchio, Meucci colpito da febbre influenzale, Gabriele De Nard annunciato, ma mai partito da casa, come Stefano Scaini. Tra le donne non si sono viste Veronica Inglese, Elena Romagnolo e Silvia Weissteiner, anche loro annunciate al via. Il mistero sul mezzofondo italiano continua, anzi s’infittisce. L’unica presenza leggiadra quella di Valeria Straneo che ieri aveva corso la Ciaspolada, gara sulla neve con le ciaspole. Non era meglio rinunciare Belete (quarta), Chepkoech (settima) e a un’altra africana e schierare al via Valeria che in fatto di foto e autografi con il pubblico ha primeggiato su tutte e su tutti. Se avesse corso?
Il podio femminile

Il podio femminile

Walter Brambilla Foto: Elio Panciera