6 aprile 2013 – Immaginatevi di accomodarvi a una tavola di un ristorante famoso, celebrato e perché no anche caro. Il cameriere comincia a servirvi una serie di antipasti stuzzicanti, accompagnati da un vino bianco frizzante di marca, va avanti così finchè siete quasi satolli. Il primo lo saltate per avere tempo di smaltire gli stuzzichini, poi il secondo non è di vostro gradimento. Lasciate il conto e una mancia, magari congrua, quando guadagnate l’uscita vi mettere a scuotere la testa. L’ho presa molto lunga per presentare la MilanoCityMarathon, numero in programma domattina con partenza dalla sede della Fiera di Rho e arrivo a Piazza Castello, ma penso che la descrizione calzi perfettamente con la maratona meneghina, e anche tante altre manifestazioni che si disputano nello stivale. Gli stuzzichini, in questo caso, sono costituiti dalle ormai celebri staffette il cui ricavato (incasso e elargizioni volontarie) vengono devolute a delle charity. Si tratta si correre per una decina di chilometri a testa (l’ultimo frazionista ne percorre 12 e 195) una sorta di Ekiden come viene fatto in Giappone. Queste staffette sono il toccasana della maratona, visto che il Comitato organizzatore annuncia 13.000 partenti, se i maratoneti superano di poco le 4000 unità, fate voi i conti dell’importanza degli staffettisti come numero finale. E’ questa la terza edizione nella quale la Milano opta sull’apporto delle staffette, che bene o male rappresentano forse il vero e proprio fulcro della manifestazione. A questo punto allora perché non dedicarsi solo alle staffette, a parer mio ne guadagnerebbero tutti. In primo luogo lo spettacolo. Come dicono gli statunitensi le relays partono un’ora dopo la maratona per non mandare all’aria gli istinti degli africani che come sempre saranno i grandi protagonisti della gara sui 42km e rotti. C’è un quartetto che corre sostenendo una onlus di medici che lavora in Africa che è composta da Giovanni Ruggiero, Vincenzo Modica, Danilo Goffi e Stefano Baldini. Sono i quattro maratoneti che quindici anni fa colsero la famosa tripletta a Budapest per gli Europei (oro a Baldini, argento a Goffi, bronzo a Modica, settimo Ruggiero) e l’oro a squadre.

Modica, Ruggiero, Goffi: manca Baldini, ci sarà domani al via!

In un altro quartetto si trovano i nomi di Daniele Molmenti oro a Londra nel K1 slalom, Alessandro Fabian (triatlheta) e l’ex pallavolista Andrea Zorzi, in un’altra formazione troviamo il pugile Giacobbe Fragomeni l’ex calciatore Pierluigi Casiraghi, oppure ancora, per disabili no limits Giusy Versace e lo schermidore Diego Occhiuzzi. Questi sono gli stuzzichini, per la maratona vera e propria da seguire l’oro di Edmonton 2001 nei 5000 in keniano Richard Limo, oppure il connazionale Stephen Kibet. Di italiani manco l’ombra. Si parla di pace-makers in grado di fermare i cronometri a 1h03’30” a metà per chiudere in 2h e 07. Tra le donne tra le italiane Claudia Pinna che vuole fare meglio di 2h37’14” di Francoforte del 2011. Favorite Irene Kosgei e Monica Jepkoech. Walter Brambilla Foto: Elio Panciera