Fine settimana della corsa in montagna dedicato al settore giovanile, con l’incontro internazionale under 18 a catalizzare dunque grandi attenzioni. Si corre a Glendalough, nella Contea di Wicklow, nel cuore dell’Irlanda, in paesino noto soprattutto per il suo antico monastero, la cui costruzione la storia colloca nell’Alto Medioevo. Settima edizione per la WMRA Youth Cup, sorta di “mondialino” per i più giovani, nato in Italia, con la Valle di Susa ad ospitare le prime tre edizioni della rassegna e poi un’altra ancora. Da questa competizione sono passati, negli anni, alcuni dei più bei talenti oggi ai vertici mondiali non solo della corsa in montagna. E’ il caso del russo Andrej Rusakov, due volte vincitore della rassegna e poi esploso a livello continentale anche nel cross e nel mezzofondo prolungato. E’ il caso, non di meno, dei fratelli Jonathan e Alistair Brownlee, entrambi poi iridati nel triathlon e grandi speranze britanniche per i Giochi Olimpici di Londra. Proprio Jonathan, nel 2007, sulle colline di Susa, insieme al tedesco Stockert, fu l’ultimo ad inchinarsi alla volata vincente di Xavier Chevrier, il valdostano che insieme alla valsusina Beatrice Curtabbi – vincitrice nella tedesca Osteim sur Rhone davanti a Letizia Titon nel 2009 – rimane l’unico italiano ad essersi imposto nella competizione.

Xavier Chevrier, vincitore nel 2007

Di successi a squadre, più di qualcuno ne ha negli anni invece colto la giovane compagine italiana, costretta però a lasciare più spazio a Nazioni emergenti come Polonia, Slovenia, Russia e Turchia nelle ultimissime edizioni della Coppa. Lo scorso anno, nella slovena Gorenja Vas, gli azzurrini colsero un bronzo al maschile, grazie alle belle cavalcate di Nekagenet Crippa, quarto, Nadir Cavagna, sesto, e Michael Monella, tredicesimo. Al femminile, andò un po’ peggio: Italia nona, con la migliore delle nostre, Rachele Cremonini, ventiquattresima. Nove le Nazioni iscritte alla competizione irlandese, con l’Italia certamente intenzionata a recitare ruolo importante. In queste categorie, difficile fare pronostici e tracciare tendenze, ma indubbiamente è una delle squadre azzurre di livello più alto quella che il referente di settore Raimondo Balicco schiererà questa volta a Glendalough: una compagine nata dopo le due prove di selezione, quella individuale di Caddo di Crevoladossola (Vb) e quella a staffetta di Dimaro (Tn). Al maschile, in particolar modo, ben due campioni italiani 2012 in maglia azzurra: si va dal tricolore di cross Yemaneberhan Crippa (Gs Valsugana) al tricolore di corsa in montagna Nadir Cavagna (Atl. Valle Brembana), cui farà compagnia  l’argento tricolore dei 1000 metri indoor Danilo Gritti (ancora Valle Brembana). Al femminile, pattuglia guidata dalla neo campionessa italiana Chiara Spagnoli (Atl. Valle Camonica), con la valtellinese Alessia Zecca (Gs Valgerola) e la valdostana Michela Comola (Apd Pont Saint Martin) a darle manforte.

Il campione italiano Nadir Cavagna, già sesto nel 2011

Nella scorsa stagione, nella corsa in rosa, fu trionfo per la Slovenia, con la poi iridata Lea Einfalt, grande talento dello sci di fondo mondiale, a precedere la russa Ivonina e l’altra slovena Stanonik, mentre al maschile, dopo il coraggioso tentativo di fuga solitaria di “Neka” Crippa, fratello maggiore di “Yema”, la vittoria andò al polacco Rafal Matuszczak, che poi, a dispetto dei soli diciassette anni, pure un posto tra i migliori dieci avrebbe poi trovato nella rassegna iridata riservata agli juniores. Sul podio con il polacco, salirono il russo Galliulin e ulteriore figlio di Polonia, Marcin Zychski. La sensazione, questa volta, è che meglio possa andare per i colori azzurri…Forza ragazzi, in ogni caso! Paolo Germanetto