Dopo Kamnik e la Slovenia, ora l’Albania. Trentacinque le Nazioni iscritte, Africa favorita al maschile Per la prima volta una Nazione priva di tradizione nella corsa in montagna ospiterà il Mondiale, così come per la prima volta atleti albanesi prenderanno parte alla rassegna iridata della specialità. Non noi a scriverlo, ma direttamente il sito ufficiale della WMRA. A rigor di statistica, già l’Albania chiuse ventiduesima nella classifica a squadre maschile nel 2010, ma poco cambia in termini concettuali. L’assunto – questo almeno ce lo si consenta – a più interpretazioni si presta in ogni caso. Segno positivo, se solo si guarda all’ampliamento dei confini atletici della specialità, un punto interrogativo almeno, se lo sguardo si sposta invece sull’esperienza organizzativa specifica del Comitato Organizzatore Locale. Ma d’altro canto, in mancanza di alternative, prendere o lasciare, e comunque poi sperare… Proprio perché evento di rilievo per un Paese sempre rimasto ai confini degli eventi sportivi, forte pare essere il sostegno politico ad una rassegna che l’Albania vorrebbe si trasformasse in splendida cartolina della propria cultura e delle proprie bellezze. E noi, per davvero, lo auguriamo di cuore ad una Nazione che con entusiasmo si è gettata in questa avventura. Ad una Nazione che sogna risvolti nuovi, provando ad investire con maggiore decisione sulle sue risorse turistiche. Alla vigilia, già lo si è altrove accennato, incognite non del tutto dissolte anche presso chi, da vicino, ha seguito l’evolversi del progetto organizzativo. Sul tracciato pure già si è detto, specie sul fatto che alla prima versione, quella che toccava il centro di Tirana, ne è poi stata preferita una seconda, disegnata attorno al giardino botanico della capitale albanese, in virtù del fatto che, sulla carta, più rispondente fosse ai parametri tecnici richiesti. Di certo, proprio gli aspetti tecnici continuano a non essere propriamente al centro dell’agenda internazionale o, perlomeno, a non essere comunicati come tali. Trentacinque le Nazioni iscritte e starting list rappresentate da 131 seniores uomini, 63 seniores donne, 70 juniores uomini e 51 juniores donne. In attesa di poter meglio sviscerare gli ordini di partenza e rinviando a successiva analisi le ambizioni azzurre, primo ventaglio di ipotesi, allora, su quanto Tirana potrebbe decretare. Eritrea (uomini), Italia (donne), Turchia (juniores uomini e donne): così nel 2010 nella classifica per Nazioni. Valori che pure potrebbero ripetersi, con l’Africa, forte pure dell’Uganda, nuovamente vocata a monopolizzare la top ten maschile: lo scorso anno, sulla sola salita, i soli Arslan e Wyatt si inserirono là davanti. Questa volta, si proverà a districare il pronostico tra nomi nuovi da lanciare ai vertici e altri volti già saliti sul trono: ci saranno, per l’Eritrea, il campione uscente Samson Gashazghi e l’abbonato all’argento Teklay Weldemariam, ci sarà il già iridato ugandese Geoffrey Kusuro? Intanto, ambizioni importanti proveranno a cullare anche i capofila dei Paesi di tradizione più antica. Due nomi su tutti, ce li giochiamo, magari anche senza troppa fantasia: sono quelli del cinque volte campione europeo Ahmet Arslan (Tur), atleta del mese in luglio per la EA, e del nostro Martin Dematteis, che rivincita importante insegue dopo la beffa del 2010, quando grave infortunio lo fermò proprio alla vigilia dell’appuntamento iridato. In campo femminile, l’Africa ha sinora lasciato molto più spazio ad Europa, America e talvolta pure Oceania: ricordate, ad esempio, la due volte iridata neozelandese Melissa Moon? Le annunciate assenze, poi, di Martina Strahl (Svizzera) e Andrea Mayr (Austria) – bronzo la prima, oro la seconda, nel 2010 – molte più speranze lasciano ad altre pretendenti. Che sia il gran giorno di Lucja Krock? La slovena, già terza a Bursa nel luglio scorso, da sempre predilige i percorsi misti, un po’ come la francese Marie Laure Dumergues, che il titolo europeo fece suo a Sapareva Banya nel 2010. In questo contesto, spazi importanti anche per le azzurre, che fortemente sperano di replicare l’oro a squadre del 2010. A livello individuale, pur su tracciato non adattissimo alle sue qualità, torna a sognare il podio Antonella Confortola, così come una Valentina Belotti che, in giornata di grazia, pure potrebbe ambire al gran colpaccio. Obbiettivo che magari pure alberga nelle intenzioni della ritrovata russa Svetlana Semova Demidenko. Tra gli juniores, attesa per il duello tra la turca Yasemin Can – d’oro a Campoldocino e poi pure a Kamnik – e la rumena Ionela Denisa Dragomir, campionessa europea tanto nel 2010 quanto nel 2011. Una sfida in cui molto potrebbe dire anche la slovena Lena Einfalt, già vincitrice quest’anno dello Youth Challenge riservato agli under 18. Al maschile, un favorito netto, l’eritreo Tekle Andemichale, ovvero colui che con margine assai ampio già s’impose tra la nebbia nella scorsa stagione, lassù tra i prati e le capanne di Velika Planina. Poi, attesa forte per la Turchia, guidata da Somez Dag e da Yildirmici Sabahatin, vale a dire i due capofila a livello continentale. Con questa cornice, su questo scenario, cosa potrà davvero dire l’Italia? Proveremo ad indagarlo con maggiori argomentazioni nella giornata di domani… Paolo Germanetto La volata tutta eritrea tra Geshazghi e Weldemariam nel 2010