Ad Arco di Trento, storico successo per la Valle Varaita, al femminile imitato dal Runner Team Volpiano. Per il Grand Prix Wmra, davanti a tutti c’è l’Eritrea Un dito puntato verso il cielo, lo sguardo in alto a cercare un volto e un sorriso. Nell’arrivo di Bernard Dematteis, che di tricolore tinge la sua Valle Varaita, il punto più alto e più bello di un Campionato Italiano a staffetta che pure mette sul piatto diverse chiavi di lettura. Con l’Eritrea a dominare in termini assoluti al maschile e con il Runner Team Volpiano a vincere invece non facile partita in campo femminile, ha toni dunque differenti la replica tricolore che Arco di Trento propone. Un tornar dodici mesi dopo che nuovamente esalta le caratteristiche di Martin Dematteis: lui, insieme alla slovena Lucjia Krcok, a conquistare la palma del migliore di giornata. Tanti ingredienti, tante facce, tante fatiche, il mischiar le quali produce cocktail pure esaltato da quella cornice e da quel percorso così particolari. Magari lontani dai canoni più tradizionali della specialità, e dunque da riproporre con saggia distribuzione, ma in ogni caso votati eccome allo spettacolo. Ci sono sorrisi che nel cuore ti accompagnano per una vita: il successo dei gemelli Dematteis e di Manuel Solavaggione si trasforma così in un commosso saluto a Michele Peyracchia, l’amico più avanti e più in alto volato. Volano i gemelli, bene tiene Manuel: qui è racchiusa l’impresa che alla Podistica Valle Varaita regala successo che suggella ventennale lavoro di “operaia” costruzione. Un gradino per volta, sempre con i piedi per terra, ma ora lassù, con al collo un tricolore a staffetta che lieve accarezza ferite profonde. L’assenza della Forestale può certo aver agevolato la corsa dei cuneesi, ma, a conti fatti, la riconferma dei bianco-verdi sarebbe in ogni caso stata tutt’altro che scontata. Sul podio salgono anche Valli Bergamasche e Gs Orobie: l’argento e il bronzo dei due sodalizi bergamaschi significati diversi assumono al traguardo. Partiti con il titolo italiano nel mirino, le Valli debbono fare i conti con le prestazioni monstre di Martin e Bernard, contro cui poco può la solita bella regolarità d’insieme di Zanaboni, Regazzoni e Lanfranchi. Più sorprendente è invece il bronzo del Gs Orobie, ad Arco capace di trarre il meglio non solo da un sempre più convincente Alex Baldaccini, ma anche dall’altro giovane Francesco Della Torre e dal… “meno giovane” Davide Milesi. Non ce ne voglia il profilo internazionale dell’agone, ma spazio maggiore alla corsa per il tricolore. Il cappello, in ogni caso, doveroso che ce lo si tolga – eccome – di fronte all’armata eritrea. Loro a dominare la prova, tremando un poco in prima frazione, ma prendendo poi il largo strada facendo, tanto da non dover probabilmente neppure chiedere il massimo sforzo al vice-iridato Teklay Weldemariam, schierato in ultima frazione. A livello individuale, tutta italiana è però la vetrina. A Martin in scia rimane il solo Bernard, con l’eritreo Ogubit – in corsa con la squadra B – a precedere Gabriele Abate: il torinese dell’Orecchiella corre all’attacco, un poco soffre nella seconda parte, ma è comunque là davanti, dove pure si ritrova catapultato Alex Baldaccini: il settimo tempo assoluto, il quarto tra gli italiani, ormai lo lanciano in diversa dimensione. Tre squadre per il titolo, si anticipava al femminile. Così alla fine è stato, ma a livello individuale è la slovena Lucjia Krcok a guardare tutte dall’alto, dominando una prima frazione che pure esalta l’inglesina Emma Clayton e la giovane azzurra Alice Gaggi. Da promessa promossa a matricola, ora per la prima volata capace di precedere tutte le altre possibili pretendenti all’azzurro. Quanti passi, in breve tempo, per Alice, che di un secondo solo nella classifica finale precede Valeria Straneo, grande protagonista della seconda frazione. Lei a mettere il sigillo su di un titolo italiano la cui conquista più difficile era diventata dopo il lancio di una Valentina Belotti generosa sì, ma non ancora al top della condizione. All’argento si arresta la bella rimonta della Forestale: Maria Grazia Roberti riaccende le speranze con un gran finale di frazione, mentre Antonella Confortola prima cede spazio alla Straneo, ma poi quasi la riagguanta al termine della discesa. Gara così, in ogni caso, le donne da tempo non conoscevano, come pure dimostra il podio conquistato da Gloria Marconi e Ivana Iozzia: chissà se sol per un dì prestate alla montagna, ma la Corradini Excelsior intanto atipico bronzo aggiunge a palmares di ori olimpici pure fornito…La prima frazione delle donne rilancia le ambizioni di Angela Serena (Freezone) e Maura Trotti (Csi Morbegno), là davanti rimaste anche nel convulso finale. Uomini, donne, italiani e stranieri, assoluti e master. Ma anche juniores, seppure i numeri espressi nel complesso, spazio non lascino a squilli di tromba o a voli pindarici. Giusto però al meglio sottolineare i successi dell’Atletica Saluzzo (Maria Gullino – Francesca Rabino) e del Gs Valchiese (Luca Pederzolli – Cesare Maestri), specie per gratificare l’impegno di quelle realtà ancora capaci di provare a percorre con coraggio la non semplice strada della semina. Silvia Zubani (Valtrompia) la migliore del lotto al femminile, mentre al maschile racchiusi in tre soli secondi Giovanni Olocco (Buschese), Cesare Maestri (Valchiese) e Andrea Pelissero (Atl. Susa). In attesa di debutti stagionali – fratelli Titon – e di auspicabilmente celeri recuperi da infortunio – Farcoz, Barbuscio – questi dunque i primi verdetti stagionali anche in chiave giovanile. Paolo Germanetto Foto: Marica Martinelli Video: NIBLA-TV…la tv possibile Bernard Dematteis taglia il traguardo Podio femminile