Un tracciato, quello della prima prova del Grand Prix corsainmontagna.it, ideale per una stagione ai suoi esordi Sembra fatto apposta per l’incipit della stagione. Veloce, nervoso, impegnativo nella sua prima parte, ma poi capace di esaltare al meglio anche le doti di chi forte sappia correre pure senza pendenze sotto i piedi. Poco più di otto chilometri, trenta minuti di gara, qualche secondo in più, per chi alla fine poi risulti il più veloce di giornata. Asfalto, prato, sentiero, strada bianca, mulattiera ricoperta di cemento, ciotolato e pure qualche scalino: anche quanto a tipologia di terreno, davvero nulla ci si fa mancare. E’ il tracciato di Leffe, è il percorso del Trofeo Valli Bergamasche, ormai giunto alla sua ottava edizione e per la seconda volta pure legato alla memoria dell’indimenticabile Luigi Castelletti. Se il 2° Grand Prix corsainmontagna.it in dote porta una caratteristica, davvero è quella di saper proporre l’intero scibile del correre montano. Un esordio nervoso (Leffe), una salita da veri grimpeurs (Bolognano-Velo), la grande classica dello skyrunning internazionale (Premana), il su e giù o l’up and down, che dir si voglia, del gran finale (Malonno). Di certo i vincitori finali del nostro circuito non potranno che essere corridori completi… Nell’immediata vigilia o quasi del primo appuntamento con il nostro Grand Prix, tornate a dare uno sguardo a regolamento e montepremi, cliccando sui banner che “tempestano” la nostra home page. Noi, prima ancora di addentrarci nel tema della gara, proviamo intanto a dare un’occhiata al teatro di quella che, comunque la si voglia leggere, davvero rappresenta la prima, vera, recita stagionale. Nei prossimi giorni, spazio importante agli attori. A quelli capaci di firmare le edizioni passate e a quelli pronti invece a lasciare il segno in questa edizione della classica bergamasca di primavera. Una recita che – così dicono le prime iscrizioni – si preannuncia di livello alto come non mai. Dunque, il teatro, quello che in Piazza della Libertà, nel cuore della cittadina della Valle Seriana, pone partenza ed arrivo (mt.455 di altitudine) della gara. Qui scatteranno le tre frazioni maschili e la prova individuale femminile, qui, in ogni caso, pure sarà collocato il termine della fatica di ciascuno. Prima parte del tracciato su asfalto, dapprima in lieve salita e poi in più marcata discesa. Si perde un poco di dislivello nel primo chilometro di gara, ma poi, lasciata la strada, velocemente lo si riguadagna. Prima su di un ripido tratto di prato, poi su di un sentiero che talvolta lascia spazio ad un poco di sterrato o di asfalto: in ogni caso si sale, e lo si fa per circa 1500 metri, sino ai 687 metri del Monte Beio. A leggere le carte, qui termina la parte più impegnativa del percorso, ma delle carte, si sa, non sempre appieno occorre fidarsi…La discesa che dal Monte Beio inizia, non è infatti una retta calata verso l’arrivo, quanto piuttosto un lento disegnare i confini del territorio leffese, un tracciar perimetro in cui trovare il ritmo giusto non è sempre impresa così semplice. Poco più di tre chilometri separano il termine della salita dalla Chiesa di San Rocco, ma lì in mezzo una discesa che alterna tratti più tecnici ad altri decisamente più facili, e pure qualche bel pianoro. Ma, soprattutto, due brevi impennate, che se ubicate fossero là dove le due ruote son leggenda, diversamente da “muri” probabilmente non chiameremmo. Le Valli Bergamasche non son certo le Fiandre, ma perché a priori negare a Leffe il suo piccolo Koppenberg o addirittura il suo bel muro di Grammont? Paragone impegnativo, non c’è che dire, ma a giocarci un poco in fondo a nessuno si fa male. E se al traguardo interrogassimo le gambe di chi “a tutta” affronta queste due brevi erte, lingue diverse da quelle di un Boonen o di un Cancellara, in fondo, difficilmente parlerebbero… Sei chilometri dal via per raggiungere la Chiesa di San Rocco; il tempo di girarle attorno e poi si torna a calpestare un tratto di sentiero: la pendenza non è molta, la traccia invece piuttosto sinuosa. Siamo ormai al settimo chilometro, la strada si fa piana e, poco dopo, anche di nuovo asfaltata: davvero il traguardo, questa volta, si avvicina. Si torna nel centro di Leffe, Piazza Libertà sullo sfondo ormai si vede, ma ecco la sorpresina…la scalinata che porta al sagrato della Chiesa di San Martino: crudele appendice o gentile concessione allo spettacolo? Il pubblico, decisamente, propende per la seconda, gli atleti, talvolta almeno, più si ritrovano nella prima. Ma anche loro in ogni caso sanno, che più dolci ormai sono quei quattrocento metri che li separano dall’arrivo. Paolo Germanetto