Sarà lui la sorpresa del 2011 nel panorama della corsa in montagna? Come giudichi il tuo primo anno nella categoria seniores, dopo il fatidico passaggio dalla categoria Junior quando la rincorsa al podio era l’obbiettivo minimo in ogni tua gara, e che consigli daresti a chi quest’anno affronta il fatidico salto di categoria? E’ stato un anno difficile, soprattutto a causa di virus che mi ha colpito a fine giugno e mi ha ostacolato fino a settembre. In quel periodo non andavo neanche a calci , avevo un livello davvero basso, in allenamento mi fermavo di continuo per la stanchezza e davvero non capivo il perché. Poi mi son deciso a farmi visitare e per fortuna ho trovato il danno? la toxoplasmosi mi aveva mandato a terra. Avevo i valori ematici sotto le scarpe e faticavo anche a fare la scale la mattina. Da junior puntavo costantemente al podio mentre nella scorsa estate in molte gare puntavo solo ad arrivare. Per fortuna con un po’ di riposo nel giro di un mese sono tornato a buoni livelli nel trofeo Vanoni, poi l’aumento di forma e la voglia di riscatto mi han portato al decimo posto assoluto nel cross nazionale di Condino dove ho sfiorato la convocazione agli Europei di Albufeira. Per quanto riguarda le ”matricole” del 2011 Ruatti & co. penso che non abbiano bisogno di consigli perché son forti e intelligenti, sanno che sicuramente il cambio si farà sentire, ma l’importante è tenere duro e continuare ad allenarsi con grinta e passione avendo un obiettivo in mente. Hai vissuto due stagioni da Juniores molto soddisfacenti, culminate col quinto posto ai mondiali di corsa in montagna di Campodolcino 2009. In quelle stagioni però, i tuoi risultati venivano spesso offuscati da due fuoriclasse come Riccardo Sterni e Xavier Chevrier. Come hai interpretato queste sfide con loro, è stato un fattore demotivante o che ti ha stimolato? 2008 e 2009 son state due stagioni determinanti nella mia carriera sportiva. Nel 2008 dopo una partenza difficile ho conquistato la mia prima maglia azzurra agli europei. Non sono stato però costante per tutta la stagione e la condizione è andata via via calando. Il 2009 invece è partito subito alla grande con la staffetta di Capracotta dove avevo registrato un ottimo tempo a livello assoluto, poi le gare son andate sempre meglio. Dalla prova di Tarvisio dove tra neve e grandine ho combattuto fino all’ ultimo per la vittoria , passando per gli europei dove abbiam vinto l’oro a squadre e per finire con i mondiali dove ho fatto il mio piccolo miracolo arrivando quinto. Davvero una grande annata. In queste stagioni non ho mai vinto ne una prova tricolore ne sono stato mai il primo degli italiani ad europei e mondiali; davanti c’erano sempre due MONSTRE che si chiamano Riccardo Sterni & Xavier Chevrier , entrambi con qualcosa in più rispetto a molti altri. Con loro ho istaurato una bella amicizia , soprattutto con Xavier con il quale ho un rapporto speciale visto che ci conosciamo da quando frequentavamo le piste da sci. Posso dire quindi che le mie performance non sono state offuscate, ma sono state esaltate, proprio perché davanti c’erano loro due. Meglio arrivare secondo o terzo dietro due campioni che vincere da solo, la loro presenza in squadra e in gara è stata quindi un fattore molto motivante e che mi ha reso molto orgoglioso. Il bellunese, inteso come movimento di corsa in montagna, sta cercando di riproporsi in ambito nazionale non solo organizzando competizioni tricolori (anche quest’anno sarà sede della seconda tappa di campionato italiano a San Vito di Cadore, organizzato dalla tua società Pol.Caprioli San Vito di Cadore ndr) ma anche con la crescita di molti giovani promettenti. Come vedi il ”dopo Gaiardo”, pensi che presto qualcuno di voi un giorno possa ripercorrere le gesta dello scalatore agordino? Finalmente un campionato italiano torna nel bellunese, ci voleva per risollevare un po’ la corsa in montagna nella nostra provincia che per tanti anni ha ospitato questo tipo di gare. Spero che dopo l’italiano di San Vito non ci si fermi e che si continui costantemente ad organizzare gare di livello assoluto coinvolgendo soprattutto i centri cittadini, così è l’unico modo per avere più visibilità a livello di tv e soprattutto per avere u bel pubblico. Per quanto riguardo il futuro a livello giovanile ci son ottimi ricambi anche tra le ragazze, basti pensare che nel memorial Germanetto 2010 c’erano tre bellunesi a rappresentare l’Italia. Spero che qualcuno riesca a imitare quello che ha fatto Marco nella sua carriera, e quel qualcuno spero proprio di essere io. La costanza la volontà di sacrificarsi e la fortuna sono i fattori principali per provarci!! Subito dopo la buona performance al Trofeo Vanoni, lo scorso finale di stagione ti abbiamo visto molto ”in palla” nel primo cross stagionale in quel di Condino, dove hai solo sfiorato la convocazione agli europei U23 di Albufeira. Quali saranno i tuoi passi di avvicinamento alla stagione estiva, le campestri o lo sci di fondo nel quale sei stato un giovane promettente? Eh si , quest’ anno dopo 13 anni ho deciso di trascurare un po’ lo sci di fondo almeno a livello agonistico e ho scelto di puntare sull’ atletica dopo l’ottima gara che avevo fatto a Condino. Una decisione un po’ sofferta perché anche se nello sci di fondo non avrei un grande futuro, è comunque lo sport che mi appassiona di più, sono un accanito tifoso dei norvegesi ,in particolare Northug e Alsgaard? in ogni caso ho scelto di puntare sulla corsa, a dicembre mi sono allenato qui in agordino tra neve, freddo e ghiaccio, poi a gennaio sono stato invitato dal grande amico Marco De Gasperi ad andare per un paio di settimane ad Albufeira per una stage di allenamento in climi sicuramente più estivi . E’ stata una magnifica esperienza allenarsi con atleti come Manzi, Regazzoni, Sutti? ho imparato a resistere e gestirmi meglio negli allenamenti più intensi, e ho cercato di ascoltare ogni insegnamento o consiglio da ogni atleta. A una settimana dal ritorno dal Portogallo ho gareggiato ai tricolori di Varese, ma purtroppo non è andata bene , probabilmente ho risentito un po’ del carico delle settimane precedenti. Comunque da quando sono tornato ad allenarmi a casa sento che qualcosa è cambiato in meglio nel mio modo di allenarmi e nella mia testa, e spero che tutti i miei sacrifici vengano ripagati durante la stagione della montagna e dei cross. Come riesci a conciliare il lavoro con lo sport? E’ abbastanza dura , lavoro in un negozio di articoli sportivi(KIWI SPORTS) da fine maggio 2010. I primi sei mesi ho fatto una sorta di part-time, mentre da fine novembre faccio praticamente orario pieno e mi alleno dalle 12 alle 15 quando ce la pausa ,il che per l’inverno va anche bene perché le temperature son migliori in quell’ orario, ma l’estate è un po’ una cosa improponibile allenarsi in certe condizioni di caldo e afa. Il mio capo è anch’egli appassionato di sport e quando ho gare o altri impegni mi lascia libero senza problemi ? Per questa primavera penso che continuerò dove sono poi spero di trovar un impiego che mi dia più tempo per allenarmi e riposare e per riuscire a ”doppiare” qualche giorno a settimana,sperando di fare il salto di qualità, nell’ attesa che si muova qualcosa a livello dei gruppi sportivi. Se così non fosse farò di nuovo domande nelle forze armate sperando così di poter accedere almeno ai concorsi ”normali” non da sportivi Scalatore o discesista? Nessuno dei due , o meglio preferisco le gare UP&DOWN dove rierco ad esprimermi meglio, ma quando sono in forma me la cavo anche nella sola salita, penso sia anche una questione psicologica. Il ”montanaro” completo dal mio punto di vista non è quello che corre forte solo in salita , ma quello che sa anche essere scaltro, leggero, e che usa i piedi anche nelle discese impegnative, senza distruggersi gambe e schiena?è facile fare le discese a bomba e poi magari rimaner due giorni senza poter correre, bisogna cercare di essere veloci e allo stesso tempo avere una corsa che procuri meno traumi.. ovviamente prima della discesa in ogni gara c’è la salita, quindi se vuoi vincere devi andar bene anche in salita?quando mi alleno in percorsi vari e ondulati mi diverto ad affrontare discese impegnative e tecniche cercando di migliorare la tecnica . Quale gara ricordi maggiormente con orgoglio e qual è la gara di corsa in montagna che ti piacerebbe correre in futuro? la gara che ricordo con maggior orgoglio sono i mondiali di campodolcino del 2009 dove ho fatto la gara della mia carriera (per adesso spero?.) giungendo quinto ,non distante da un podio che vedeva sul gradino più alto il mio grande amico Xavier…quella giornata, quell’atmosfera e la nostra mitica squadra junior che colgo l’ occasione per salutare e ringraziare?: ” grazie ragazzi!!!” resteran nei miei ricordi per sempre. Per il futuro non ho una gara precisa nel mirino, ma un bel obiettivo sarebbe rivestire la maglia azzurra nella massima categoria in un mondiale?ma penso che il sogno più grande per un atleta sia poter gareggiare ai giochi olimpici rappresentando il proprio paese, no ce altra cosa a cui possa aspirare un atleta ? purtroppo per la nostra specialità la strada verso i cinque cerchi è ancora un po’ distante ed è un vero peccato. Raccontaci il rapporto con Luciano de Barba, il tuo allenatore. Luciano è davvero un grande! Con lui si è instaurato un ottimo rapporto sin dal 2007 anno in cui ha cominciato a seguirmi. Un rapporto di amicizia e fiducia, non solo una questione di ”tabelle”. È una persona tranquilla, precisa, disponibile, con tanta pazienza e che non dice una parola di più. Prima delle gare importanti ( anzi prima di ogni gara) dove mi agito sempre troppo cerca sempre di calmarmi e di non farmi ”pesare” la gara. ho una fiducia assoluta in lui e in quello che mi consiglia che non lo cambierei con nessun altro. L’unica cosa che mi dispiace è che ci vediamo poco soprattutto per problemi di lavoro, e quindi ci sentiamo per telefono per parlare delle gare, degli allenamenti, di come sto,,,,son sicuro che con il suo aiuto potrò riuscire a combinare qualcosa di buono in futuro. La corsa in montagna, nonostante la presenza di alcuni giovani meritevoli come te, non ha più avuto sbocchi né nella Forestale né in qualsiasi altro Corpo militare. Ritieni che questo non disincentivi i giovani a cercare spazio in altre specialità della corsa? Con questa domanda si va a toccare un tasto un po’ dolente della nostra specialità e dell’atletica italiana in generale. Purtroppo nonostante ci siano giovani promettenti come i gemelli Dematteis ( che a dir la verità son già dei campioni, delle certezze) , Riccardo Sterni, Xavier Chevrier,Alex Baldaccini, Paolo Ruatti e anche il sottoscritto, i corpi militari non effettuano concorsi per la corsa in montagna, nemmeno la Forestale ridotta ad avere ormai una sola staffetta. E’ vero che non è specialità olimpica , ma quante altre specialità non olimpiche rientrano negli arruolamenti dei corpi militari ?? Questo fattore secondo me disincentiva parecchio noi atleti della corsa in montagna e ci porta a cercare i risultati nella altre specialità come la strada, i cross, e la pista dove ce’ qualche possibilità in più di travare qualche sbocco. Spero con tutto il cuore che ci siano dei cambiamenti nel giro di breve tempo, così da consentire agli atleti più meritevoli e promettenti di poter praticare il loro sport professionalmente, senza le preoccupazioni di dover tirare avanti con lavori stagionali. Solo in questo modo potrai esprimere il loro vero livello!!!