Ad Albufeira, bravissimo Lalli, sesto, bene i senior uomini, quarti. Tra sfortune e prestazioni sottotono, non bene le donne e i più giovani. In mezzo, qualche spunto legato alla montagna La nona sinfonia di Sergey Lebid, la prima sui prati della stellina di casa Jessica Augusto. Loro è la vetrina dei Campionati Europei di cross, i diciassettesimi della storia, andati in scena sui prati lusitani di Albufeira. Nel sud del Portogallo, a due passi da Faro, la scuola anglosassone (Gran Bretagna, ma pure Irlanda) domina a livello giovanile, laddove pure Spagna, Portogallo, Francia, Serbia e Turchia raccolgono soddisfazioni. Meno ne raccattano gli azzurri, che un poco soltanto ritrovano il sorriso grazie ad Andrea Lalli, sesto al termine di gara convincente e autoritaria tra i seniores uomini, che pure quarti chiudono nella classifica per Nazioni. Per il resto, il tracciato portoghese, impegnativo ma filante, non regala grandi occasioni di gioia alla delegazione azzurra. A livello juniores, Italia sesta al femminile, undicesima al maschile: non male nel primo caso, peggio nel secondo. Federica Bevilacqua, quinta lo scorso anno, si conferma tra le migliori, ma questa volta deve accontentarsi del tredicesimo posto. Diciassettesimo chiude invece Andrea Sanguinetti, protagonista di coraggiosa rimonta dopo una caduta iniziale. Tra i più giovani ad impressionare è specie la britannica Charlotte Purdue, imitata al maschile dallo spagnolo (naturalizzato) Abdelaziz Merzogoui, vincitore di prova in cui grande protagonista è pure il piccolo russo Andrej Rusakov, in montagna già vincitore del WMRA Youth Challenge sia nel 2008 sia nel 2009. Qui chiude sesto, una posizione meglio rispetto agli Europei “montani” di Sapareva Banya. Turchia (Meryem Erdogan) e Francia (Hassan Chadhi) a vestirsi d’oro tra gli under 23, con l’Italia ad aggrapparsi al quindicesimo posto di Ahmed El Mazoury e al ventesimo di Giovanna Epis. Azzurri tredicesimi al maschile, con il triestino Riccardo Sterni a candidarsi lecitamente per l’Oscar della sfortuna. Già “scricchiolante” alla vigilia, lungo e disteso finisce in partenza. Costretto a ripartire da ultimo, staccato ed ammaccato, chiude in un’ottantatreesima posizione che non gli rende giustizia. Toltoci ancora una volta il cappello di fronte all’ennesima volata dell’ucraino Lebid, detto che con lui sul podio questa volta salgono lo spagnolo Lamdassem e il portoghese El Kalai, ribaditi gli applausi per Lalli, pure resta da sottolineare il ventesimo posto del capitano Gabriele de Nard, che in terra lusitana festeggiava la quattordicesima presenza nella massima rassegna che l’Europa declina al cross. Grazie pure a Buttazzo (trentaduesimo) e Floriani (trentottesimo), Italia è quarta nella classifica per Nazioni, una posizione peggio rispetto a Dublino 2009. Ma questa volta, dietro Francia, Portogallo e Spagna, difficile chiedere di più agli azzurri. Di più, non molto, ma comunque di più, ci si attendeva invece dalle donne: chiudono settime, ma con le sole Valentina Costanza, ventinovesima, ed Emma Quaglia, trentatreesima, ad esprimersi sui loro livelli. Giornata no, invece, tanto per Agnes Tschurtschenthaler, quarantatreesima, quanto per Valentina Belotti, che di una posizione la precede al traguardo. Chiusura dedicata alla montagna, con qualche risultato dedicato a volti conosciuti sui sentieri. Detto di Rusakov, molto bene anche l’iridato juniores di Crans Montana 2008, il norvegese Sindre Buraas, qui ottavo tra gli under 23, laddove quarantesimo chiude il turco Vedat Gunen, che il titolo iridato juniores in montagna, a soli sedici anni, vinse a Wellington 2005. Restando agli under 23, ma passando alle donne, ecco invece il trentesimo posto della “stellina” slovena Lucjia Krkoc. Tra gli juniores, il francese Michael Gras, quinto a Kamnik 2010, chiude quarantanovesimo, facendo meglio del turco Huseyn Pak, campione europeo in carica in montagna, ma qui soltanto sessantaduesimo. Oltre l’ottantesima piazza, invece, l’altro turco Ysuf Alici, già campione europeo a Telfes 2009. Turchia “montana” anche tra le juniores donne, laddove Esma Aydemir, argento europeo nel 2009, chiude ventitreesima, due posizioni meglio di Elif Karabulut, argento continentale nel 2010. Trascorsi nella corsa in montagna, infine, anche per Binnaz Uslu, ad Albufeira seconda alla sola Jessica Augusto nella gara delle seniores donne. La statistica dice infatti che la turca fu quattordicesima tra le juniores ai Mondiali 2003, quelli corsi sotto la neve di Anchorage, in Alaska. Paolo Germanetto Foto: Giancarlo Colombo / Fidal