In Slovenia il neozelandese supera di misura Marco Gaiardo, mentre la giovanissima Mateja si impone a tempo di record

Il campionissimo e la prossima dominatrice della corsa in montagna in rosa. Tra constazione del reale e  piccolo azzardo, e con l’aggiunta di una  menzione per l’ottima prova del campione europeo Marco  Gaiardo, potremmo sintetizzare così l’esito della quinta prova del Grand Prix WMRA, disputatasi oggi sulle  colline slovene che circondano Lubiana. Va infatti in archivio con le prestigiose firme di Jonathan Wyatt e di Mateja Kosovelj la ventisettesima edizione della Smarna  Gora Race, la più popolare delle corse in montagna che si corrono nell’est europeo.

Due tratti di salita, intervallati da una breve ma tecnica discesa, per un totale di nove chilometri e un dislivello di 700 metri in salita e di 350 in discesa. Questo il teatro su cui stamane è andato in scena il bel duello tra Jonathan Wyatt e il nostro Marco Gaiardo e su cui, a breve distanza, Mateja Kosovelj  ha recitato invece il suo monologo solitario. Le ha davvero provate tutte il bellunese in forza all’Orecchiella Garfagnana per sfilare la vittoria a Wyatt, riuscendo anche a recuperare nella discesa il piccolo distacco accumulato nella prima delle due salite. Ma nell’ascesa finale ad avere la meglio è però stato il neozelandese, capace di chiudere nel tempo di 38’49" con un margine di 40" su un comunque ottimo Gaiardo, che con il suo riscontro cronometrico di  39’29"  agguanta anche il terzo posto nella graduatoria all time della gara, ad ex-aequo con l’Emanuele Manzi del 2001 e poco distante dallo stesso Wyatt del 2002 (38’14") e dal Marco De Gasperi dello stesso anno (38’54"). Un poco a sorpresa, sul terzo gradino del podio, distanziato di 1’42", sale  invece il polacco Andrzej Dlugosz, che nel fare il paio con il piazzamento colto quindici giorni orsono  a Bergen scavalca sul finale la  coppia di casa formata da Peter Lamovec, quarto a 1’47", e Mitja Kosovelj, quinto a 1’52", che a  lungo erano rimasti nella scia del duo di testa. Per la sesta piazza, l’austriaco Marcus Kroll in 41’05" ha la meglio sul francese, bronzo continentale, Julien Rancon che chiude invece in 41’13", poco avanti all’ottimo valtellinese Alain Bonesi (Adm Ponte) che conferma il suo feeling con la gara slovena e coglie una bella ottava piazza a 2’52" da Wyatt, precedendo tra gli altri anche il ceco Roman Skalsky e il francese Paul Henry Valour. Ma note di merito anche per due atleti del Csi Morbegno, presente al solito in forze alla Smarna Gora, gara gemellata con il Trofeo Vanoni.  Sedicesimo, in 44’58",  chiude infatti Stefano Sansi, mentre Giovannni Tacchini è diciannovesimo in 45’39".

Vittoria e record. La diciottenne Mateja Kosovelj prende il largo sin dalle prime battute e domina la prova al femminile, riuscendo anche nell’intento di sottrarre il primato della gara alla polacca Isabela Zatorska, quest’anno terza al traguardo in 50’18", ma prima nel 2001 in 47’16". La Kosovelj impiega 1’01" in meno, e tra la vecchia e la nuova detentrice del record si inserisce anche l’altra juniores slovena Lucia Krock, che taglia il traguardo dopo 49’39" di fatica e conquista la seconda piazza. Ai piedi del podio Valeria Mrak, sorpresa slovena di giornata al quarto posto, precede la tricolore in carica Maria Grazia Roberti (Forestale), che chiude quinta in 51’04", poco avanti alla neozelandese Anna Frost. Brava anche la tricolore juniores Alice Gaggi, che impegnata su di una distanza per lei insolita chiude comunque in decima piazza in 55’08".